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Coronavirus, l’insegnante di danza: “Con le lezioni online sento le allieve più vicine”

ROMA – Tiziana Corciulo, 42 anni, studia danza da quando ne ha 3. E’ laureata in Lettere indirizzo spettacolo, e’ una insegnante, una coreografa, si divide tra Roma e Napoli e la sua vita e’ fatta di corse, scuole, sale prove, tra sudore, sbarre, rumore di nacchere e gonne flamenche variopinte. I primi giorni del lockdown li ha passati immobile, in un silenzio assoluto, davanti alla tv, a seguire il bollettino dei morti e dei contagiati tra le telefonate delle scuole dove lavora e delle sue allieve. Poi una mattina ha costruito una mini pedana di legno, necessaria per il flamenco, la danza che insegna, ha acceso il pc, un software e ha iniziato a fare lezioni online. 

“All’inizio ero molto scettica- ha detto, intervistata da DireDonne- e ancora ho diversi dubbi. La danza e’ arte che richiede il linguaggio del corpo, difficile da tradurre attraverso uno schermo. Ho provato a pensare come poter comunicare alle allieve una didattica che mantenesse parti basilari della nostra disciplina come il movimento delle mani, lo studio dei suoni e dei ritmi musicali, con tutte le limitazioni che una connessione internet comporta; attraverso l’uso delle nacchere, lo studio del ventaglio e dello scialle”. 

Tiziana ha accettato la proposta delle scuole ‘Spazio danza‘ diretta da Annalisa Cernese a Fuorigrotta (Napoli) e ‘Armonia Arte danza‘, a Roma, diretta da Sara Ballari, perche’ alle sue allieve “quell’ora di lezione via web dava la possibilita’ di scandire il tempo trascorso in casa, mantenendo viva la passione, continuando a rimanere in collegamento con i maestri, dalle piu’ piccole di 9 a quelle di 20 anni”. E cosi’, nel silenzio spettrale delle strade sotto quarantena, Tiziana, abituata a pigiare con forze le scarpe sul pavimento, a contare la musica con la grinta della danza spagnola, ha dovuto rimodulare un po’ tutto: “Non possiamo rischiare di scivolare sul pavimento di casa o disturbare il vicinato con suoni forti, per cui non e’ facile. Ma era importante rimanere in contatto con le allieve”. Per questo ogni pomeriggio si veste con body e gonna, indossa le sue scarpe nere, si trucca, si pettina, ed entra in una sala che e’ il soggiorno di casa dove ha adibito pc, pedana e dove i suoi inseparabili gatti assistono, come unico pubblico, alla lezione di danza

Manca il teatro, manca la lezione davanti allo specchio: “Attraverso uno schermo e’ impossibile- ha sottolineato- La danza, a differenza di altre discipline, online non si puo’ insegnare. Ci stiamo concentrando sugli aspetti teorici che in sala magari trascuriamo per dedicarci allo studio tecnico ed espressivo”. 

Ha potuto partecipare al ‘click day‘ grazie alla “collaborazione con Associazioni sportive dilettantistiche. In questa emergenza molti insegnanti associati a un ente sportivo hanno potuto avere la possibilita’ di sentirsi considerati per il loro lavoro” ha spiegato. “Sono molto preoccupata per quello che potra’ accadere nel prossimo futuro e sono consapevole- ha ammesso- che il mondo artistico a cui appartengo sara’ duramente colpito da tutto questo”. 

Lasciamo Tiziana ai preparativi della prossima lezione, a quelle tante finestre sullo schermo del suo pc in cui si divide ora la sua sala simbolica che arriva nelle case delle allieve. 

Alla domanda se ci sia una coreografia che sente di associare a questo momento difficile della sua carriera, Tiziana ha risposto senza alcun dubbio con “‘danza Ritual del Fuego‘ che ha segnato molte tappe della mia vita, prima come bailaora e poi come coreografa, nel Balletto di Repertorio Flamenco ‘El Amor Brujo’ con musiche di Manuel de Falla e coreografie di Antonio Gades”. E’ la storia di un sortilegio in cui una donna e’ costretta ogni notte a danzare tormentata dal fantasma di suo marito. “L’unico modo per liberarsi da questa possessione per lei e’ danzare ancora”. Come fa Tiziana, nacchere in mano e scialle, che, davanti al pc, insegna e attende la fine di questa quarantena.

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20 Aprile 2020
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