Coronavirus, Renzi: “20.000 morti, chiediamo commissione d’inchiesta”

"La commissione di inchiesta è un dovere etico prima ancora che politico", afferma il leader di Italia viva
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ROMA – “Dovremo fare chiarezza su ciò che non ha funzionato nella drammatica ecatombe legata al Coronavirus. E lo faremo innanzitutto nella sede della democrazia, che è il Parlamento. La commissione di inchiesta, su cui qualcuno – nelle settimane scorse – faceva sorrisini ironici, è un dovere etico prima ancora che politico. Ci sono oltre ventimila morti: davvero c’è chi pensa di fare finta di nulla?” Lo dice Matteo Renzi, leader di Italia viva, nella enews.

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“RIAPRIRE, RIAPRIRE, RIAPRIRE”

Sempre nelle enews, Renzi ribadisce con forza: “Adesso la priorità è ripartire, ripartire, ripartire”. E aggiunge: “Sto dicendo da giorni che ogni settimana che perdiamo costa 10 miliardi di euro al Paese. Dobbiamo riaprire: riaprire con intelligenza, riaprire con le mascherine, riaprire facendo i test ai lavoratori. Siamo fermi da troppo tempo e gli altri paesi europei sono stati più flessibili di noi sulla produzione industriale. E allora se non riapriamo subito, interi settori dell’economia saranno distrutti dalla concorrenza degli altri Paesi, anche nostri vicini. E avremo migliaia di famiglie disperate per la perdita dei posti di lavoro”, aggiunge il leader di Italia Viva.

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La pandemia, osserva, “rischia di trasformarsi in carestia: noi lo stiamo dicendo da settimane. Sento che finalmente il clima sta cambiando. Non mi interessa che ci diano ragione, mi basta che ci diano ascolto. Se non ci sbrighiamo, la conferenza stampa quotidiana delle 18 con il numero dei contagiati sarà sostituita da una conferenza stampa quotidiana con il numero dei fallimenti. E non c’è niente su cui scherzare”.

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20 Aprile 2020
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