VIDEO | Coronavirus, nasce a Ragusa la mascherina riutilizzabile ‘Drop’

"Il progetto risolve due problemi dell'emergenza Covid-19: supera la difficoltà di reperire mascherine monouso e riduce l'impatto sull'ambiente"
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PALERMO – Una mascherina di protezione, anche con visiera, che si compra una volta sola e non si getta perchè è riutilizzabile all’infinito. ‘Drop’, questo il suo nome, ideata a Ragusa e pronta per la produzione dalla fine del prossimo mese di maggio, è frutto del Centro di ricerca e sviluppo della Cappello Group, azienda che ha creato innovazioni applicate alle energie alternative e al trattamento delle superfici dei metalli. “Il progetto – spiega una nota – risolve due problemi dell’emergenza Covid-19: supera, con un unico acquisto, la difficoltà di reperire grandi quantità di mascherine monouso e riduce l’impatto sull’ambiente non dovendo smaltirle subito dopo l’utilizzo”. Secondo l’azienda “lo spirito dell’iniziativa è anche quello di esorcizzare la paura del contagio trasmesso dalle ‘gocce’ di chi è positivo al coronavirus”. Da qui il nome ‘Drop’ (‘goccia’, in inglese) e il design del frontale a forma di goccia. Il Centro di ricerca e sviluppo della Cappello Group ha creato una mascherina riutilizzabile. Depositato il brevetto europeo, la Cappello Group sta organizzando l’ampliamento dell’attività con la realizzazione della linea di produzione, che avvierà a fine maggio “in piena sicurezza con 30 unità lavorative dirette e dell’indotto e con una capacità di fornire al mercato alcune migliaia di pezzi al giorno. I primi esemplari di ‘Drop’, per un valore commerciale pari a 100mila euro, saranno donati dall’azienda alla Protezione civile regionale della Sicilia, agli ospedali di Ragusa, Vittoria e Modica e al Comando dei vigili del fuoco della provincia di Ragusa. “Quella che stiamo vivendo è una vera tragedia e non potevamo stare a guardare – dice Giorgio Cappello, Ceo della Cappello Group – ma non volevamo nemmeno agire d’impulso, rischiando di vanificare il nostro apporto con una maschera non regolamentata e soprattutto poco sicura. Abbiamo, quindi, individuato le caratteristiche di un prodotto realmente efficace, riutilizzabile, economicamente vantaggioso e a basso impatto sull’ambiente. Abbiamo fatto innovazione utilizzando risorse umane, tecnologie e materie prime disponibili sul territorio nazionale senza dipendere da altre filiere industriali al di fuori dei confini italiani. In sintesi, abbiamo creato un prodotto ‘autoctono’ come forma di espressione imprenditoriale finalizzata alla salvaguardia della salute pubblica. Questa è la storia di ‘Drop’: 100% made in Italy”.
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20 Aprile 2020
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