ROMA – Olivia Arevalo Lomas, ambientalista impegnata nella difesa dei diritti culturali dell’Amazzonia, e’ stata uccisa ieri in Peru’. Lo si apprende da un comunicato stampa della Federazione delle comunita’ indigene di Ucayali (Feconau).
La donna, nota come “maraya”, titolo che nella regione andina viene attribuito alle persone sagge, sarebbe stata uccisa da sconosciuti con cinque colpi di pistola, a Yarinacoa, nella regione Ucayali.
Oltre a condannare l’assassinio, la Federazione fa appello alla comunita’ internazionale e al governo del Peru’ affinche’ “forniscano garanzie per la vita degli altri leader indigeni del popolo Shipibo Konibo che oggi affrontano minacce e molestie”.

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L’omicidio e’ solo l’ultimo a colpire gli indigeni dell’Amazzonia
Secondo uno studio dell’ong Global witness e del quotidiano ‘The Guardian’, l’America Latina e’ la regione del mondo piu’ pericolosa per attivisti indigeni. Stando alla ricerca, nel 2017 sono state uccise 197 persone “per essersi opposte ai governi e alle imprese che saccheggiano le loro terre e danneggiano l’ambiente tramite corruzione e pratiche inique”.
Lo scorso anno in Brasile sono stati uccisi 46 attivisti. In Colombia 32, Messico 15.

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