Coronavirus, un video in Pidgin english per informare la comunità africana di Castel Volturno

Lo racconta alla Dire Sergio Serraino, responsabile del laboratorio Emergency di Castel Volturno presente sul territorio dal 2013
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NAPOLI –  Sono circa 15mila i migranti africani residenti nella cosiddetta ‘Castel Volturno Area’ in provincia di Caserta. Si tratta di una comunità composta da uomini e donne originari soprattutto della Nigeria e del Ghana. Sono anglofoni, ma tra di loro comunicano essenzialmente in Pidgin english, una lingua che nasce dalla fusione tra l’inglese e gli idiomi locali. Un linguaggio molto diffuso tra le comunità dell’Africa occidentale e centrale in tutto il mondo, al punto che anche la Bbc ha un canale di news interamente in Pidgin. È a queste comunità, dell’area di Castel Volturno ma non solo, che si rivolge il messaggio ‘Get the right informations’ contenuto in un video realizzato dall’ambulatorio Emergency di Castel Volturno con il contributo del laboratorio di arti grafiche della Caritas.

“Come per gli italiani – racconta alla Dire Sergio Serraino, responsabile del laboratorio Emergency di Castel Volturno – è molto importante informare la comunità straniera delle misure prese per contenere il contagio del coronavirus. Ci sono notizie a volte riduttive, o comunque poco corrette. Abbiamo così deciso di fare una campagna di comunicazione rivolta alla comunità straniera che stiamo diffondendo sul web, sui social e che sta girando tantissimo su Whatsapp”. Le indicazioni sono quelle diffuse dalle istituzioni: lavarsi spesso le mani, restare a casa, uscire solo per motivi di vera necessità. Informazioni che riguardano anche il virus, le sintomatologie, ma anche che nessuno è immune.

SERRAINO (EMERGENCY): “IL CORONAVIRUS COLPISCE ANCHE LE COMUNITÀ AFRICANE”

“Tra le fake news che dobbiamo smentire – spiega Serraino – c’eè quella, ad esempio, che il virus non colpisce gli africani”. Dal 2013 Emergency è presente sul territorio di Castel Volturno, prima con una clinica mobile e oggi con un ambulatorio di medicina di base che offre cure gratuite a tutti. Un medico, un infermiere e quattro mediatori culturali assistono tutte le persone, italiane e straniere, che hanno difficoltà a ricevere un’assistenza di base. È presente anche un pediatra disponibile una volta alla settimana. E l’emergenza coronavirus interessa chiaramente tutta la popolazione. Solo nel Comune di Castel Volturno, che conta 25mila abitanti, vivono anche 10mila persone della comunità africana. “Dobbiamo comunicare loro – dice il responsabile dell’ambulatorio Emergency – che soltanto chi ha già un’occupazione può uscire per recarsi al lavoro. Parliamo di una comunità che vive alla giornata, che si reca alle rotonde ogni giorno per cercare un qualsiasi lavoro, da verniciare un cancello, a fare le treccine o le pulizie, molti sono braccianti o venditori ambulanti“. C’è grande preoccupazione che la povertà, già diffusa a Castel Volturno sia tra gli italiani che tra gli stranieri, possa aumentare. Il Comune di Castel Volturno ha deciso, durante questo periodo di emergenza, di distribuire alimenti e farmaci alle persone vulnerabili, collaborando con associazioni del territorio e con la protezione civile. Al momento ci sono tre casi di contagio a Castel Volturno tra la popolazione italiana, tra cui una coppia rientrata dal Nord, per cui sono stati adottati tutti i protocolli previsti dalle autorità sanitarie. Nonostante questo è forte come nel resto d’Italia la preoccupazione che il contagio possa diffondersi. “Nel nostro ambulatorio – sottolinea Serraino – si recano non più di tre o cinque persone al giorno. Normalmente sono cinquanta”. Questo è dovuto ai timori di un contagio e non certo a una riduzione degli stranieri presenti sul territorio. Già prima che il virus si diffondesse, migliaia di stranieri di Castel Volturno si sono visti negare il rinnovo dei permessi di soggiorno per motivi umanitari a causa della ‘stretta’ prevista dai decreti sicurezza. “Sono persone – spiega il responsabile dell’ambulatorio Emergency – che vivono in questo territorio da più di dieci anni ma che da Castel Volturno non si muovono. Qui c’è una comunità molto grossa. Qui, ad esempio, possono permettersi un posto letto a una cifra molto bassa, poche decine di euro”.

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20 Marzo 2020
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