Coronavirus, il disegno di una bimba: “Ora impegno, poi #andratuttobene”

"Creare un clima positivo per i bambini è importante, ma attenzione a non negare la realtà", dice la psicoterapeuta dell'età evolutiva
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Mamma, se non andrà tutto bene?“. Così Amelia, una bambina di quasi 9 anni, ha iniziato a riflettere con la mamma sul disegno che in questi giorni casalinghi molti figli stanno realizzando insieme ai loro genitori: un arcobaleno con su scritto ‘Andrà tutto bene’. La madre, Daniela Di Pinto, psicoterapeuta dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), le ha risposto: “Dobbiamo avere pazienza, anche se è davvero difficile”.

LEGGI ANCHE: In rete i disegni dei bimbi ‘Andrà tutto bene”, lo psicologo: “Sbagliato riempirli di angoscia”

Successivamente non le ha proposto di fare subito il disegno ma poi, dopo i suoi esercizi di grammatica, la piccola ha cambiato idea e ha aggiunto: “Sono stanca, faccio un disegno”. In autonomia ha disegnato un mondo con occhi, braccia e dei piedi con degli hashtag, un gran sorriso e 4 arcobaleni. Poi ha aggiunto delle parole e ha impiegato un po’ di tempo per spiegare il pensiero che aveva in mente: “Sai mamma, c’è uno strato intorno alla terra, è l’atmosfera. Vedi in questo disegno non è blu ma di colore verde- precisa Amelia- e da questo strato partono dei messaggi: il primo è impegniamoci, il secondo e il terzo sono amicizia e pace, solo alla fine andrà tutto bene!” Creare un clima positivo per i bambini è importante, ma “attenzione a non negare la realtà– spiega Di Pinto- dire ‘Andrà tutto bene’ può aiutare a creare un contesto positivo per le attività, ma occorre capire prima di tutto come sta il genitore. Se il genitore è sereno e centrato, il messaggio passerà meglio”.

Attenzione, quindi, “alla qualità del tempo, ai propri stati d’animo- consiglia la psicologa- se un genitore mentre fa un lavoretto con i figli è in ansia, i bambini percepiranno le sue emozioni. Se però i genitori per primi imparano ad aspettare, a valorizzare la spontaneità e a sopportare la noia, non fornendo per forza risposte, questo aiuterà a condividere il tempo in maniera propositiva”. Il coronavirus “ci sta insegnando che dobbiamo fermarci e sentire questo silenzio”, conclude Di Pinto.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, Villani (Sip): “Solo 300 bambini contagiati e nessun decesso, non è un problema pediatrico”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

20 Marzo 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»