VIDEO | La Nazionale italiana ‘Crazy for football’ aderisce alla campagna #iorestoacasa

A rispondere all'appello del premier Conte arrivano ora anche i ragazzi della Nazionale composta da persone con problemi di salute mentale
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ROMA – Anche la Nazionale italiana di calcio a 5 ‘Crazy for Football’ aderisce all’iniziativa ‘Io resto a casa’, nata a seguito del decreto annunciato lo scorso 9 marzo dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, con cui il premier ha esteso le restrizioni della zona rossa a tutta Italia, chiedendo sostanzialmente agli italiani di non uscire di casa, se non per lo stretto necessario, per non diffondere il contagio da Coronavirus. A rispondere all’appello, accolto da decine di personaggi del mondo della politica, dello spettacolo e dello sport, arrivano ora anche i ragazzi della Nazionale composta da persone con problemi di salute mentale, che sui social hanno postato un video in cui si vedono palleggiare, rigorosamente da soli e nelle proprie case, con rotoli di carta igienica. 

La storia della Nazionale Italiana ‘Crazy for Football’ nasce nel 2004, quando il film ‘Matti per il calcio’ viene autoprodotto e realizzato da Francesco Trento e Volfango De Biasi, con la collaborazione del professor Santo Rullo. Nel film viene narrata l’esperienza della squadra di calcio a 5 del ‘Gabbiano”, composta interamente da pazienti psichiatrici che, allenandosi insieme, superano in parte le loro paure, sentendosi integrati tra loro e stando anche meglio come singoli. Da quest’idea e da questo documentario si sviluppera’ il movimento. Nel 2015 alcuni psichiatri giapponesi vollero incontrare Santo Rullo e, affascinati dal progetto, tornarono in Giappone e decisero di organizzare per l’anno successivo un Campionato del Mondo di Calcio a 5 per persone con disabilita’ mentale, ad Osaka. La storia della Nazionale Italiana venne poi raccontata nel successivo film ‘Crazy For Football’, sempre di Francesco Trento e Volfango De Biasi, vincitore del David di Donatello nel 2017. Dal film e’ stato infine pubblicato l’omonimo libro, edito da Longanesi.

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