Report Consiglio Grande e Generale, del 20 marzo – mattina

Si è consluso il dibattito iniziato nella giornata di ieri sul Progetto di legge “Modifiche alla Legge Elettorale”
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Il Progetto di legge “Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo, della proliferazione delle armi di distruzione di massa e l’attività dei paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale” viene approvato dall’Aula a larga maggioranza: 29 i voti favorevoli, 1 contrario e 4 astenuti.

Nella seduta della mattina, si conclude il dibattito iniziato nella giornata di ieri sul Progetto di legge “Modifiche alla Legge Elettorale”, presentato i prima lettura dai gruppi consiliari di opposizione- RETE, MDSI, PDCS, PS e PSD.

Si procede quindi con la presentazione di un altro progetto di legge in prima lettura, da parte del Segretario di Stato con delega al Lavoro, Andrea Zafferani: si tratta del Pdl “Modifiche al Decreto – Legge 27 maggio 2011 n.87 – Misure urgenti per l’incentivazione dell’occupazione di giovani studenti”. “Con tale progetto di legge- spiega il Segretario Zafferani- sono state rivisitate e introdotte modifiche alle norme per incentivare l‘occupazione dei giovani studenti, partendo da quanto richiesto dall’Istanza d‘Arengo n.1 del 08 aprile 2018 ed adattandola sulla base di quanto emerso nel corso del dibattito consigliare che ha portato alla sua approvazione”. Si prevede così di “estendere gli sgravi contributivi anche per le imprese che durante l‘anno assumono giovani studenti di età compresa tra il 16° e il 25° anno di età- prosegue Zafferani- limitatamente a prestazioni lavorative finalizzate ad un quanto più rapido possibile avvicinamento o inserimento nel mondo del lavoro, da svolgersi nei giorni festivi e prefestivi dell’anno solare, esclusivamente per svolgere mansioni strettamente correlate con l‘indirizzo scolastico o corso di formazione professionale frequentato”. Nel corso del dibattito, i consiglieri di opposizione giudicano il provvedimento non rispondente alle richieste dell’istanza, per Davide Forcellini di Rete è inoltre “molto raffazzonato e superficiale”. Dalla maggioranza, si invitano i colleghi di opposizione a presentare proposte di miglioramento e di confrontarsi sul testo di legge in sede di Commissione consiliare, così il Segretario ribadisce che il provvedimento si limita a dare risposta alle esigenze dell’istanza e non punta ad allargare il suo raggio di azione.

L’Aula inizia poi ad esaminare i progetti di legge in seconda lettura: emerge consenso bipartisan dal dibattito per il Pdl “Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo, della proliferazione delle armi di distruzione di massa e l’attività dei paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale”, approvato poi con 29 voti favorevoli, 1 contrario e 4 astenuti. Come spiega il relatore unico, Margherita Amici, Rf,“la ratio principale a cui il progetto di legge in oggetto è ispirato consiste nella volontà di dare rapida e puntuale attuazione alle misure restrittive dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sia quelle di natura finanziaria, nella forma del C.d. congelamento, sia quelle che impongono il divieto dì transito o embarghi”. Si tratta quindi di una normativa che porta avanti l’impegno del Titano all’adeguamento della sua normativa agli standard internazionali in tema di antiriciclaggio e prevenzione al terrorismo.

Licenziato il provvedimento, si passa a quello successivo, il Progetto di legge “Riforma della Consulta dei cittadini sammarinesi residenti all’estero”, sempre in seconda lettura. Il relatore unico, Fabrizio Francioni, Ssd , dà avvio al dibattito, spiegando le novità introdotte dal provvedimento, in particolare, all’art. 6 si aumenta il numero dei rappresentanti dell’Assemblea della Consulta, passando da 45 a 55. Mentre l’Articolo 7 stabilisce che la Consulta annuale si riunisca una volta all’anno per un periodo che va dai 3 ai 4 giorni, rispetto agli attuali 2 giorni, in prossimità del 1°ottobre. Proseguiranno dibattito ed esame dell’articolato nel pomeriggio.

Di seguito un estratto degli interventi della mattina.

Comma 14. Progetto di legge “Modifiche alla Legge Elettorale” (presentato dai Gruppi Consiliari di RETE, MDSI, PDCS, PS e PSD) (I lettura)
Prosegue il dibattito
Giuseppe Maria Morganti, Ssd
La nostra attuale legge elettorale è una delle migliori al mondo, perchè riunisce i principi fondamentali della sinistra, legati al sistema proporzionale, ma contemporaneamente garantisce un altro principio delle democrazie che i sistemi proporzionali puri non sono mai riusciti a garantire, quello dell’alternanza democratica. Oggi i partiti non rappresentano più classi sociali e interessi diffusi, oggi sono un’altra cosa. Oggi si è perso il ruolo di mediatore tra cittadini e istituzioni. Se noi non modifichiamo i sistemi proporzionali, dando la possibilità alle persone di decidere chi deve governare e chi deve andare all’opposizione, noi facciamo un grande danno per la democrazia e torniamo indietro dalla valutazione fatta dopo il 2000. La legge elettorare che abbiamo è la migliore al mondo perché dà alle rappresentanze la possibilità oggettiva di avere un significato in termini proporzionali, ma non li lega più a un potere enorme e deviato che si è generato nel momento in cui i partiti hanno perso la loro identità, dopo gli anni ’90, quando i partiti non rappresentavano più appartenenze ma cercavano solo il potere, dando vita a spirale di ordini e contrordini dettati dai leader che perseguivano interessi individuali.

La legge attuale è una legge di iniziativa popolare e non vogliamo cambiare la sua sostanza. Con la proposta del Pdl e del referendum torniamo invece al proporzionale puro. Dopo il primo turno, si avrà una mera aggregazione di poteri.
Ma non voglio solo criticare, voglio anche dare soluzioni, capisco che l’attuale legge elettorale sia per un sistema maturo e noi non lo siamo. Un sistema maturo è quello in cui le forze si aggregano non si dividono. Dato ce c’è immaturità nel nostro sistema, c’è bisogno di una correzione nel nostro sistema elettorale. Come può avvenire? Abbiamo detto che ci sarà un primo turno e auspico sia un momento di aggregazione delle coalizioni, perché ci si presenti onestamente. Ma dato che l’immaturità non ci porta a definire bene questo percorso, allora diamo alla politica la possibilità di aggregarsi anche dopo primo turno, lo dice la legge elettorale. Non sono però d’accordo che quell’accordo porti al governo, ma che torni al vaglio popolare per una verifica. Un conto è votare per un partito, un altro conto è dare il voto per il governo.
Chi sostiene che si possa fare una maggioranza senza voto popolare, ritiene ci debba essere la norma antiribaltone, che serve solo nei sistemi ammessi dalla volontà popolare. Questa è una violazione vera alla democrazia, è una svolta autoritaria. Cerchiamo di trovare un accordo politico, abbiamo aperto un tavolo di confronto sulla legge lettorale e auspichiamo si trovi un accordo, io ho proposto una soluzione in linea con i dettati sottesi al quesito referendario.

Repliche

Pasquale Valentini, Pdcs
Il collega Morganti è bravo a infiocchettare le cose, dovremo parlare con i piedi per terra. La legge elettorale che abbiamo è figlia di un certo periodo e di una certa esigenza e ha svolto per buona parte la sua funzione. Nessuno vuole tornare indietro. Siamo stati criticati perché prima non abbiamo detto niente. Con l’ultima tornata elettorale è stata la prima volta che si sono creati dissesti con il premio di maggioranza. Tutti abbiamo visto cosa è successo, e sarebbe successo per chiunque avesse vinto: una coalizione che al primo turno aveva 20 seggi, ne acquista tramite ballottaggio altri 15, più 7 sostituti dei segretari di Stato, un aumento totale di 22. Non riesco a capire, come in nome della tifoseria, non si possa riconoscere in questo una distorsione. Non stiamo eleggendo il sindaco ma il parlamento. Il parlamento deve essere il parlameno di un Paese, non di una coalizione. C’è un problema che si è manifestato per la prima volta e si sarebbe manifestato anche se avesse vinto l’altra coalizione. La domanda non è quindi ‘vogliono fregare i cittadini?’, ma ‘come facciamo ad attenuare queste distorsioni?’.

Morganti dice che c’è problema di maturità ma questo non si risolve con le regole. Se non funzionano più i partiti allora facciamo politica tramite internet…ma è il modo migliore perché la politica sia appannaggio di poche èlite. L’unico antidoto alla crisi che c’è è che i partiti tornino ad essere comunità pensanti, in cui ci si confronta e si approfondisce. Senza questo processo siamo in balia di tutti i venti che tutte le mattine possono cambiare. Non mi scandalizza la proposta di Morganti, che si crei dopo il primo turno un’altra maggioranza e si chieda conferma, si tratta di vedere come conciliare l’esigenza governabilità e quella di non stravolgere le indicazioni degli elettori. C’è una richiesta precisa: il referendum va celebrato e non è uno scandalo.

Comma 15. Progetto di legge “Modifiche al Decreto – Legge 27 maggio 2011 n.87 – Misure urgenti per l’incentivazione dell’occupazione di giovani studenti” (I lettura)

Andrea Zafferani, Sds per il Lavoro, l’Industria, il Commercio e l’Artigianato
Presentiamo una legge che per un disguido tecnico doveva essere depositata a settembre ed è stata depositata invece solo a gennaio, il progetto di legge per le modifiche al Decreto Legge 27 maggio 2011 n.87 “Misure urgenti per l‘incentivazione dell’occupazione di giovani studenti”.
Con tale progetto di legge sono state rivisitate e introdotte modifiche alle norme per incentivare l‘occupazione dei giovani studenti, partendo da quanto richiesto dall’Istanza d‘Arengo n.1 del 08 aprile 2018 ed adattandola sulla base di quanto emerso nel corso del dibattito consigliare che ha portato alla sua approvazione. L’Istanza d’Arengo richiedeva l’integrazione al decreto n.87 del 2011, dedicato all’occupazione di giovani studenti per estendere la possibilità di lavorare per i ragazzi dai 14 ai 18 anni di età, anche nel week end oltre che in estate, godendo delle incentivazioni previste dal decreto. In Aula sono emerse proposte di cui si tenuto conto nel testo.
Infatti, con lArticolo 1 “Estensione dei benefici” viene aggiunto il comma 2 bis all’articolo 2 del Decreto Legge n.87/2011, con l‘obiettivo di estendere gli sgravi contributivi anche per le imprese che durante l‘anno assumono giovani studenti di età compresa tra il 16° e il 25° anno di età, limitatamente a prestazioni lavorative finalizzate ad un quanto più rapido possibile avvicinamento o inserimento nel mondo del lavoro, da svolgersi nei giorni festivi e prefestivi dell’anno solare, esclusivamente per svolgere mansioni strettamente correlate con l‘indirizzo scolastico o corso di formazione professionale frequentato.
Con
l‘articolo 2 viene invece prevista una procedura transitoria con la quale lufficio del Lavoro acquisisce il parere del Centro di Formazione Professionale, fino a quando non sarà effettivamente operativo il Centro di Formazione Professionale e per le Politiche attive del Lavoro Matteo Ciacci, C10
Questo testo in prima lettura va a recepire l’istanza d’Arengo che va ad ampliare con incentivi la possibilità di assumere ragazzi dai 16 ai 25 anni, in particolare nei festivi e prefestivi, collegandolo però a un percoro scolastico e a una formazione che magari il ragazzo farà durante l’anno. Diventa strategico nel momento in cui si vuole avvicinare il mondo della scuola-formazione al mondo del lavoro, input della Segreteria e di questo governo è proprio il voler collegare questi due mondi. E si vuole incentivare le aziende che occupano gli studi, nei periodi estivi e nei giorni festivi e prefestivi. Unica cosa, si era chiesto di allargare il range di età per gli incentivi, dai 16 anni, termine di età che ci trovava tutti d’accordo. Si sta svolgendo poi nel frattempo un lavoro di approfondimento legato alla formazione professionale molto interessante, legato ai fabbisogni formativi delle aziende. Da qui si è partiti per cercare di tarare i corsi di formazione, in particolare quelli di secondo livello. E, altro tema avviato recentemente, è legare le risultanze dei questionari sui fabbisogni alle scuole per tentare una proposta di orientamento. Il Pdl im prima lettura punta ad allargare il range per l’incentivazione, io proporrei di specificare all’articolo 1 i beneficiari, prevedento un range dai 16 ai 18 anni, collegandolo con l’indirizzo scolastico e del Cfp frequentato.
Denise Bronzetti, Ps
Al di là del recepimento dell’istanza, questa implementazione di una legge preesistente è piuttosto confusionaria. L’istanza aveva obiettivo specifico, Unas chiedeva, in particolare per estetiste e parrucchiedere, l’impiego dei ragazzi durante l’anno per giornate festive e prefestive e poteva avere un senso per il lavoro artigianale indicato. Completamente diverso è l’articolo 2 bis inserito nella legge sull’occupazione dei giovani che riguarda altre occupazioni. Quali sono le aziende che, nel caso di un ragioniere, per esempio, hanno necessità di avere uno studente in una giornata festiva? La legge prevede già un inserimento di questo genere con lo stage. Questa modifica di legge non coglie l’obiettivo dell’istanza e non offre opportunità agli studenti di effettuare esperienze lavorative nel week end oltre che in estate. Sarebbe da ritirare e modificare. Lei ha inserito in un testo di legge che non c’entra niente una modifica che può essere inserita in altri testi normativi.
Davide Forcellini, Rete
Per fare integrazioni normative, occorrerebbe studiare bene la materia, capire cosa chiedeva l’istanza e dove l’abbiamo inserita. L’istanza parlava della possibilità per gli studenti di fare del lavoro, mentre la legge che andiamo a modificare prima prevedeva un lavoro generico degli studenti. Auspico sia modificato questo Pdl molto raffazzonato e superficiale. Altro punto da modificare: si parla di giornate festive e prefestive, dipende dall’attività professionale che gli studeti devono fare. Mi dite quale aziende sono aperte nei festivi? E’ una legge fatta senza una reale consapevolezza di quello che si stava scrivendo.
Fabrizio Perotto, Rf
Mi compiaccio che la Segreteria competente abbia dato seguito a questa istanza d’Arengo. In passato ci sono state difficoltà a dare continuità dal mondo scolastico a quello del lavoro. Dato che il Cfp dura un triennio e abbiamo ragazzi che a 16 anni escono dagli studi, sarebbe importante dargli anche prima questa possibilità di formazione.
Michele Guidi, Ssd
Provengo dal Centro formazione professionale, fui uno dei primi alunni come cuoco. Si studiava dal lunedì al venerdì, sabato e domenica facevano gli ‘extra’ pagati in nero, qui invece si prevede che si stabilisca un rapporto con l’azienda. Io sono per agevolare questi lavori nel fine settimana regolarizzati.
Marica Montemaggi, C10
Si parla di forme incentivanti, di estensione di sgravi fiscali prima aperti solo a una determinata categoria, indipendentemente se collegata a percorso di studi, si interviene su quella fascia di età, non più dai 18 ai 25, ma dai 16 ai 25. Ci sono state considerazioni che possono essere condivise, ovvero che potremmo prevedere sgravi soprattutto per la fascia 16-18 anni, perché è per loro soprattutto che emergeva la richiesta per permettere di far lavorare chi si sta formando per determinate categorie. Penso questo Pdl sia assolutamente positivo e condivisibile, ci possono essere accorgimenti e proposte che in fase di commissione potranno essere valutate e penso ci sia la possibilità da parte del Segretario di approfondire.
Lorenzo Lonfernini, Rf
Accolgo con favore questo Pdl, figlio di un’istanza approvata alcuni emesi fa, condivido quanto detto da lSegretario, ho ascoltato con attenzione anche le criticità sollevate da alcuni consiglieri, invito, come ha fatto prima di me Montemaggi, a cercare nella sede più opportuna, la Commissione consiliare, di apportare le giuste migliorie applicabili al Pdl, sempre nel solco del preambolo del decreto che andiamo a modificare, che incardina nella maniera giusta provvedimenti di questo tipo.
Sds Andrea Zafferani, replica
Quando si affrontano temi di questo tipo è facile allargare il ragionamento, al di là della finalità dela legge. Ho sentito tanti suggerimenti per migliorare le possibilità dei ragazzi di avvicinarsi al mondo del lavoro, ho sentito parlare di stage, potremo parlare di tirocini…si può parlare di tante cose, ma questa legge mira ad attuare un’istanza d’Arengo, è quindi circoscritta. Sono aperto ad affrontare il ragionamento in Commissione. Le richieste dell’istanza sono state tutte accolte, a parte l’età, non accolta in pieno, ma sono disponibile, se i commissari poi valuteranno l’estensione dai 14 anni, mi era parsa necessaria prudenza nel considerare i ragazzi che hanno assolto l’obbligo scolastico. Mi pare scontato non si parlasse di lavoro nel settore industria, nell’istanza si parlava di parrucchiere ed estetiste. La portata dell’intervento va circoscritto a questo.

Comma 16. Progetto di legge “Misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo, della proliferazione delle armi di distruzione di massa e l’attività dei paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale” (II lettura) / Approvato con 29 voti favorevoli, 1 contrario e 4 astenuti.

Margherita Amici, Rf relatore unico
Il presente Progetto di Legge è stato licenziato dalla Commissione Consiliare Permanente Affari Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione in data 21 febbraio 2019. La Commissione ha accolto con favore il testo di legge, nel suo intento fondamentale, ossia quello di rendere la Repubblica di San Marino sempre più concretamente impegnata nella lotta al terrorismo di portata internazionale. Questo impegno viene portato avanti grazie a un lavoro sinergico a livello istituzionale ed è alimentato soprattutto dall’attività dell’Agenzia di Informazione Finanziaria nazionale (AIF) e all’impegno dei suoi funzionari, che puntualmente portano all’attenzione della politica temi che, pur essendo complessi per l’alto livello di tecnicità, hanno come finalità comune qùella di mantenere il nostro Paese sui binari della trasparenza fiscale e del rispetto e recepimento degli standard internazionali in materia.
Da anni la nostra Repubblica ha intrapreso un percorso virtuoso che è puntualmente riconfermato oggi con il presente Progetto di Legge: un percorso che non solo consente al Paese di riacquisire una credibilità perduta negli anni, durante i quali San Marino era sfornito di un apparato normativo solido e strutturato per il contrasto ai fenomeni di riciclaggio e di terrorismo, ma che valorizza il ruolo che i Piccoli Stati possono avere sul piano della cooperazione internazionale. Le nostre dimensioni territoriali non possono e non devono essere un’esimente dall’impegno che ogni Stato Sovrano ha il dovere di assumere in un mondo che sempre più è minacciato dalla criminalità organizzata, in tutte le forme che questa assume, compreso il terrorismo internazionale.
Se da un lato, dunque, la Repubblica di San Marino non è sfornita di importanti presidi a contrasto dei fenomeni del riciclaggio e del terrorismo internazionale, di cui la normativa di riferimento è la Legge n. 92 del 17 giugno 2008, tuttavia, a seguito di una serie di sviluppi degli standard internazionali, in particolare a seguito delie Raccomandazioni del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale, nonché delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza deIl’ONU, si è giunti a ritenere fondamentale, per un corretto recepimento degli stessi standard nell’ordinamento sammarinese, un ulteriore adeguamento della normativa nazionale in materia, tramite il presente Progetto di Legge. La circostanza che ha reso necessaria l’adozione del progetto di legge in oggetto è individuata, anche nella Relazione presentata dal Governo, nelle risultanze dell’ultima valutazione di San Marino da parte del Moneyval (risalente al 2011), laddove è stato rilevato che gli standard internazionali di riferimento sono stati aggiornati e ampliati. Tale
valutazione ha spinto, a maggior ragione, a tenere in considerazione una possibile revisione e aggiornamento della normativa interna di attuazione.
La ratio principale a cui il progetto di legge in oggetto è ispirato consiste nella volontà di dare rapida e puntuale attuazione alle misure restrittive dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sia quelle di natura finanziaria, nella forma del C.d. congelamento, sia quelle che impongono il divieto dì transito o embarghi. Particolare attenzione viene riservata a misure di congelamento di fondi a vario titolo. Grazie a questo meccanismo è possibile agire direttamente sull’attività terroristica, minandone le basi, ossia congelando le vie attraverso cui viene finanziata e quindi impedendo la prolìferazione del fenomeno.(…)

Per concludere: un’osservazione sul percorso che la Repubblìca di Marino, ormai da alcuni ann,i sta seguendo in tal senso: il processo di adeguamento agli standard internazionali che il nostro Paese ha intrapreso in maniera strutturale con la 17 giugno 2008, n. 92 (“Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo”), non deve e non può arrestarsi. Ritenere che un apparato normativo, quanto organico ed equilibrato, possa continuare a rispondere esigenze di tutela della collettività e della degli senza una costante revisione delle normative a presidio degli enunciati beni giuridici, è impensabile. Tanto è vero che la Legge n. 92 del 2008 è stata costantemente modificata e integrata per le suddette ragioni e oggi, con il presente Pdl, compie un importante passo avanti e ancor più rinsalda il rapporto che la Repubblica ha con gli organismi internazionali e con gli membri degli stessi: mostrare la nostra capacità di stare al passo con tali avanzamenti normativi deve essere motivo di orgoglio per tutti gli attori del sistema, specialmente per coloro che mettono le proprie professionalità al servizio del Paese per raggiungere un comune risultato in comune risultato di cui beneficiamo oggi in termini di riacquistata credibilità sul piano internazionale’.
Nicola Renzi, Segretario di Stato per gli Affari Esteri
In commissione si è registrata ampia condivisione su questo intervento normativo, ringrazio tutti coloro che vi hanno lavorato. Questo atto che compiamo, oltre ad essere un adeguamento agli standard internazionali, è un atto importante di San Marino che dimostra la volontà di continuare la strada intrapresa di piena compliance ai dettami internazionale e di non voler essere mai più un buco nero in cui trovano spazio forme distorsive che possono sfociare nel terrorismo. Questo è l’obiettivo che ci siamo dati.
Fabrizio Perotto, Rf
E’ un provvedimento tecnico, ma molto importante perchè in passato il nostro Stato non è stato immune dall’accesso di poteri economici che lo hanno sfruttato per finanziare il terrorismo. Essendo un microstato San Marino è visto come più vulnerabile, ma in questi ultimi 10 anni è cambiato molto, anche a livello normativo. Ci sono stati passaggi storici in ambito internazionali e San Marino ha avuto riconoscimenti da organismi quali il Moneyval. Esprimo il mio voto favorevole.
Francesco Mussoni, Pdcs
In Commissione esteri, quali membri, sia io che il collega Valentini abbiamo sostenuto il presente Pdl e lo sosteniamo anche in Aula, insieme a tutto il gruppo consiliare della Dc con grande convinzione. L’adeguamento agli standard internazionali, avviato con deliberazione del Moneyval del 2008, ci responsabilizza ancora di più a noi, che siamo coloro che negli anni, insieme a tutte le forze politiche del parlamento, abbiamo avviato il paese agli standard di trasparenza…è un progetto che sosteniamo e ha un’impostazione che condividiamo, grazie al lavoro di Aif e del Dipartimento Affari esteri. Sosteniamo il pdl perchè coerente con i provvedimenti che, come Consiglio e gruppo politico, abbiamo portato avanti con convinzione per dare credibilità al Paese in campo internazionale.
Teodoro Lonfernini, Pdcs
Bene facciamo ad avere voce in capitolo negli organismi internazionali e a recepire un’attività normativa internazionale e proiettata al contrasto di questi fenomeni. Il nostro Paese dal 2008 in avanti ha ribaltato la sua parte normativa per essere conforme, abbiamo ottenuto riconoscimenti importanti ed è un lavoro in cui ci si può riconoscere come legislatore. Logico che dobbiamo continuare e il Pdl prosegue questo tipo di attività. Diventa un altro tassello che dobbiamo rendere altrettanto evidente anche agli organismi internazionali di cui facciamo parte per la credibilità del nostro paese.
Stefano Palmieri, Rf
Abbiamo adottato le migliori pratiche, tanto che nei convegni internazionali la nostra legge è citata come modello di una legge efficace e che centra gli obiettivi dati dagli organismi internazionali. E’ un percorso che è stato fatto e che necessariamente continuerà. È un processo in divenire. Purtroppo il cancro del terrorismo è al di là dall’essere sconfitto. San Marino mantiene la scelta compiuta di voler essere aggiornato e di voler essere uno dei paesi più virtuosi del mondo. Il nostro gruppo voterà il Pdl e continueremo a sostenere un percorso importante intrapreso dallo Stato.
Enrico Carattoni, Ssd
La nostra normativa è ormai presa a modello da altri paesi e viene continuamente aggiornata, ed è quella che risulta ancora oggi di più difficile applicazione e fruizione. La legge originaria n.92 del 2008, madre su cui si sono innestate le altre successive modifiche, era un impulso che allora arrivava dal Moneyval, oggi la legge recepisce provvedimenti delle Nazioni unite. Sul testo non ho alcun tipo di osservazioni, è aderente alle direttive del consiglio sicurezza Onu, chiedo però di cercare di rendere organica e più leggibile la normativa antiriciclaggio che è diventata di difficile fruizione per chi si approccia al nostro territorio all’esterno.

Comma 17. Progetto di legge “Riforma della Consulta dei cittadini sammarinesi residenti all’estero” (II lettura).
Fabrizio Francioni, Ssd, relatore unico:
La Repubblica di San Marino, pur essendo certamente un piccolo Stato la cui estensione territoriale è di appena 61 Km quadrati, ha alle spalle una storia di più di 1700 anni. Una storia importante, segnata profondamente dal fenomeno dell’emigrazione. Un fenomeno che a partire dal XIX secolo ha portato fuori dal nostro Paese migliaia di cittadini in cerca di un lavoro che consentisse a loro e alle rispettive famiglie di vivere e, talvolta, anche solo di sopravvivere. In quell’epoca la produzione industriale era pressoché inesistente e l’agricoltura, praticamente unica fonte di sostentamento, non garantiva una produzione sufficiente, troppo condizionata negativamente dalla particolare conformazione morfologica del Monte Titano. Il territorio era suddiviso in tantissime piccole proprietà terriere che a fatica garantivano il semplice fabbisogno familiare e, in particolar modo nel periodo invernale, la produzione agricola diveniva assolutamente insufficiente. Questa situazione spinse molte famiglie sammarinesi fuori territorio a cercare un lavoro che fosse in grado di migliorare le proprie condizioni di vita. Inizialmente erano in particolar modo gli uomini che si recavano durante il periodo invernale nelle zone circostanti il Monte Titano, dove si adattavano a svolgere diversi mestieri per poi rientrare nel periodo estivo e dedicarsi all’agricoltura. Poi, verso la fine del XIX secolo, l’emigrazione sammarinese diviene un fenomeno ancora più consistente, in quanto iniziano a partire le famiglie intere e verso mete molto più lontane, come ad esempio nel continente americano, sia negli Stati Uniti sia verso il Brasile e l’Argentina. Ma anche verso l’Italia naturalmente, o verso altri stati Europei come Francia, Belgio e Svizzera in primis. Poi con il sopraggiungere del primo conflitto mondiale che portò uno sconvolgimento economico e sociale in moltissimi paesi europei ci fu un massiccio rimpatrio dei sammarinesi fino a quel momento emigrati. Ma le condizioni economiche e sociali della Repubblica di San Marino, nel frattempo, non erano certamente migliorate, non vi era stato ancora alcun sviluppo economico, nel settore commerciale né, tantomeno, in quello industriale. Quindi, non appena concluse prima guerra mondiale, ricominciò il fenomeno migratorio. (…)
Oggi più del 30% della popolazione sammarinese risiede fuori territorio, sono 13.000 cittadini, molti dei quali sono i discendenti degli emigrati, che hanno comunque conservato la cittadinanza e mantenuto relazioni con il loro Paese di origine. Infatti, nel corso dei decenni, i sammarinesi all’estero hanno dimostrato di rimanere molto legati e affezionati al proprio Paese di origine. Tanto da far diventare l’associazionismo una vera costante delle comunità dei sammarinesi all’estero: in giro per l’Europa, nel continente americano e anche in Italia. Ovunque ci sono comunità sammariensi, ben identificabili, grazie a queste associazioni che hanno il grande merito di tenere in vita il senso di appartenenza a una identità ben precisa, alla propria cultura e alle tradizioni.
Per questo motivo è assolutamente opportuno che le istituzioni della Repubblica di San Marino facciano sentire il più possibile la loro vicinanza alle comunità dei cittadini all’Estero. Già la legge 10 agosto 2012 n.123 andava in questa direzione e anche questo Pdl di “Riforma della Consulta del cittadini sammarinesi all’estero” continua sullo stesso solco. Tanto che le modifiche apportate sono state condivise di volta in volta, direttamente con vari organismi rappresentanti della Consulta stessa.
All’art. 4 del Pdl si enuncia che in occasione di modifiche della normativa sulle Comunità e sulla Consulta, questa venga udita dal Congresso di Stato.
All’art. 6 si aumenta il numero dei rappresentanti dell’Assemblea della Consulta, passando da 45 a 55. All’Articolo 7 si stabilisce che la Consulta annuale si riunisca una volta all’anno per un periodo che va dai 3 ai 4 giorni, rispetto agli attuali 2 giorni, in prossimità del 1°ottobre.

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20 Marzo 2019
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