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Pd, De Luca arriva in direzione Campania. C’è anche il figlio Piero

All'hotel Oriente di Napoli è in corso la Direzione del Pd regionale a porte chiuse
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NAPOLI – Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha appena fatto il suo ingresso nella direzione regionale del Partito democratico della Campania. Il governatore è arrivato all’hotel Oriente di Napoli, dove la riunione è in corso a porte chiuse, entrando da un accesso secondario e dribblando, così, i giornalisti.

Alla direzione ci sono anche il vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola, e il figlio del governatore, Piero De Luca, oltre a un folto gruppo di parlamentari, consiglieri regionali, delegati dem e i sottosegretari Gennaro Migliore e Umberto Del Basso De Caro. In pochi si fermano a rilasciare dichiarazioni alla stampa.

L’ex sindaco di Agropoli ed ex capo staff di De Luca, Franco Alfieri, noto per la battuta per le ‘fritture di pesce‘ durante la campagna referendaria dello scorso anno, scherza con la stampa: “Basta con le fritture, meglio le zeppole“.

A chi gli chiede se il Pd sia “fritto” dopo la sconfitta elettorale risponde: “no… ancora ce ne vuole“. Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio regionale, spiega: “Rilanciamo la capacità di essere uniti, al di là delle correnti e sottocorrenti, di cui non se ne può più. Credo che abbiano influito sul voto. Ma, intanto, siamo ancora il secondo partito e non ci dobbiamo suicidare”.

Intanto, rivolgendosi al presidente della giunta, il segretario regionale, Assunta Tartaglione, nel suo intervento in direzione propone un “patto di fine legislatura: individuando alcuni obiettivi per la Campania che nei prossimi due anni devono essere raggiunti. Se c’è qualcosa da correggere facciamolo insieme e con lo sforzo massimo da parte di tutti lavoriamo pancia a terra. Il presidente De Luca e la sua squadra, tra tante difficoltà – sottolinea -, stanno portando avanti un lavoro importante che va intensificato, anche con l’aiuto del gruppo regionale e del partito”.

Chiede, poi, una segreteria “ancora più inclusiva. Come ho detto è un momento delicato: dobbiamo ricostruire insieme, creare percorsi unitari. Nessuno può né deve sentirsi escluso”.

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