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Trivelle. Renzi: “Non è referendum ‘no triv’, ma ‘no spreco’”

"Io considero uno spreco" fermare le trivelle in funzione, significa "bloccarle perché noi quel gas o petrolio vogliamo lasciarlo lì ai croati"
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ROMA – “Leggete il quesito, questo non è un referendum ‘no triv’ è un referendum no spreco. Io considero uno spreco” fermare le trivelle in funzione, significa “bloccarle perché noi quel gas o petrolio vogliamo lasciarlo lì ai croati” per andare a prenderlo “in Russia o Arabia Saudita”. Lo dice il presidente del Consiglio Matteo Renzi intervenendo al congresso dei giovani democratici. Questa, sottolinea, “è una legge del Pd per non sprecare petrolio e gas”.

LA DATA – Il referendum sulle trivelle “si fa in un giorno diverso dalle amministrative perché lo prevede la legge italiana, non l’abbiamo scelto noi”, ha spiegato Renzi dopo le polemiche sul mancato accorpamento del referendum all’altro appuntamento elettorale di questa primavera.

LA POLEMICA CON LE REGIONI – Il referendum sulle trivelle costa “300 milioni di euro- ha poi detto il presidente del Consiglio-, pensate a quanti posti negli asili le regioni avrebbero potuto fare”.

“C’è chi dice che sull’energia bisogna seguire la linea di Obama. Obama ha detto basta con la dipendenza internazionale e usa la tecnica del fracking che noi in Italia abbiamo subito bloccato”, commenta Renzi. “Dicono la linea energetica deve essere quella di Obama? Quando si parla di energia non fatevi prendere per il naso. Sul referendum io spero ci sia la massima informazione, il partito dà una indicazione poi ognuno è libero di fare quel che vuole”.

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