domenica 15 Marzo 2026

Radar sentinella per le frane (e per far scattare misure di sicurezza)

Esperimento nella valle del Boite falcidiata da frane a San Vito di Cadore con interruzioni della Alemagna: vigilanza in tempo reale, potrà stoppare il traffico.

VENEZIA – La Regione Veneto avvia un progetto sperimentale per il monitoraggio e l’allertamento in tempo reale delle colate detritiche in Valle del Boite, in continuità con il percorso già tracciato dalla precedente amministrazione regionale sul fronte della prevenzione del rischio idrogeologico e del rafforzamento del sistema di protezione civile. L’iniziativa fa seguito alla raffica di frane che hanno colpito il territorio: la colata del 15 giugno 2025 a Cancia di Borca di Cadore e i tre episodi verificatisi tra il 30 giugno e il 13 luglio 2025 a Ponte Rio Venco, nel Comune di San Vito di Cadore, che hanno causato ingenti danni e la chiusura per più giorni della principale arteria viaria verso Cortina d’Ampezzo, l’Alemagna.

COME FUNZIONERÀ I RADAR CHE POTRÀ ‘STOPPARE’ IL TRAFFICO

Il progetto prevede un finanziamento regionale di 150.000 euro a favore di Arpav per la sperimentazione della tecnologia radar “pulse-doppler” per il monitoraggio e l’allertamento di tre bacini esposti a colata detritica nell’area del rio Venco, nel Comune di San Vito di Cadore. Il sistema radar sarà installato su un traliccio collocato sul versante opposto rispetto ai bacini da monitorare, in posizione non esposta ai danni diretti causati dalle colate. La stazione sarà composta da antenne radar e da un box con la strumentazione per la raccolta e la trasmissione dei dati, batterie, pannelli solari e una telecamera per la visualizzazione in tempo reale del versante monitorato. L’obiettivo è verificare la capacità della tecnologia di rilevare in tempo reale il movimento delle colate detritiche, comprese le pulsazioni successive e ravvicinate nel tempo, anche in condizioni di pioggia intensa.

Il radar sarà testato per valutarne efficacia e affidabilità sia in termini di notifiche di allarme agli enti competenti, sia per l’eventuale attivazione automatica di misure di sicurezza, come la chiusura della viabilità o l’attivazione di sirene, spiega la Regione. La sperimentazione consentirà di verificare le potenzialità di replicabilità del sistema nei bacini non ancora monitorati della Valle del Boite e in altri siti regionali interessati da colate detritiche, valanghe o crolli rocciosi. L’integrazione con ulteriori strumenti consentirà inoltre di monitorare le precipitazioni insistenti sulle pareti rocciose sovrastanti i punti di innesco e di rilevare eventuali crolli di roccia.


“Questo intervento rappresenta un passo molto importante per la sicurezza delle nostre comunità montane. Il Veneto è una regione che investe con convinzione in prevenzione e innovazione. Con questo progetto sperimentale ribadiamo la volontà di migliorare costantemente, anche in un ambito delicato e fondamentale come quello della prevenzione del rischio idrogeologico. Ci muoviamo in linea con il lavoro avviato dalla precedente amministrazione regionale, proseguendo un percorso che mette al centro la tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini. Il monitoraggio costante è la chiave per prevenire e gestire tempestivamente le emergenze, riducendo i rischi per le comunità e per le infrastrutture strategiche. Continueremo a lavorare per rafforzare il sistema di protezione civile regionale e per estendere le migliori soluzioni tecnologiche alle aree più esposte”, dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile del Veneto, Elisa Venturini.

Leggi anche