Donne, ecco ‘Woman Boss’: l’accademia per diventare capitane di se stesse

Women Up è "un percorso di educazione finanziaria e imprenditoriale su come un progetto diventi una startup".
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ROMA – Woman Boss è “un termine che magari suona strano, come mai così maschile mi domandano… Io volevo fare una provocazione quando cinque anni fa è nato questo progetto. Desideravo tirar fuori l’autodeterminazione delle donne. Riuscire a dire: io mi conduco, sono la capitana di me stessa, ho il mio spazio e condivido attraverso le mie competenze benessere per gli altri”. Alessia D’Epiro, founder di Woman Boss, si confessa a cuore aperto alle telecamere dell’agenzia Dire spiegando gli obiettivi e le modalità con cui quest'”accademia, un acceleratore che dura un anno” promuove in modo divulgativo l’educazione all’imprenditorialità.

La novità del percorso Women Up, quest'”agorà digitale” come la definisce D’Epiro, nata nell’anno della pandemia e solo prima di una serie di nuovi progetti, è “un percorso di educazione finanziaria e imprenditoriale su come un progetto diventi una startup. È una risposta di divulgazione”, sottolinea la coach e fondatrice di Woman Boss che ripercorre i diversi incontri trasmessi in diretta sulla pagina Fb dell’Accademia: “Dal crowfunding, alla finanza etica, alla rappresentanza delle donne anche negli spazi politici. Siamo facilitatori- puntualizza Alessia D’Epiro- perché per fare impresa non ci si improvvisa, è come fare una scalata e bisogna affrontare tutte le fasi“.

Sono “60 le imprese nate” in questi anni e hanno tutte in comune un connubio tra un “fiorire” personale e professionale. “Creatività, socialità e innovazione” sono le parole chiave di queste imprese che sono “aperte al beneficio, alla comunità, al benessere condiviso”. Il percorso culminerà il primo marzo alle 18 con un incontro conclusivo, “un laboratorio”, come D’Epiro definisce questa sua ultima lezione che “sarà tradotta anche nella lingua dei segni dalla cooperativa LIS”. E per il futuro tante idee in cantiere, anche “progetti divulgativi per le bambine”, annuncia D’Epiro per “una società inclusiva”, dove fioriscano le storie e le idee e nuovi modelli d’impresa.

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