La scuola al centro dell’agenda 2023

di Vanna Iori, senatrice e membro di DireDonne
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ROMA  – Nell’agenda 2020-2023 finalmente avrà uno spazio importante l’istruzione. Le proposte principali emerse nel corso degli incontri di due giorni fa, innalzamento dell’obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni, estensione del tempo pieno e gratuità dei libri di testo, indicano una strada molto chiara. Nei prossimi anni, il governo si impegna a investire sugli studenti, sul sapere, sul diritto allo studio e sulla riduzione delle disuguaglianze che, come certificato dai recenti test INVALSI, sono il vero male che affligge il nostro Paese. Parliamo di misure che hanno l’obiettivo di mettere al centro i ragazzi, in particolare, quelli che hanno meno opportunità e fanno più fatica a realizzare il loro percorso di studi. Soprattutto, la gratuità dei libri di testo rappresenta un segnale importantissimo che certifica come la scuola dell’obbligo debba essere gratuita.

L’investimento sui saperi è il migliore antidoto contro chi cerca di alimentare nei cittadini paure, insicurezze e conformismo per ottenere un maggiore rendiconto elettorale e dice una cosa molto chiara sullo spirito che deve animare le forze riformiste e progressiste. Noi dobbiamo guardare ai giovani, al futuro. Dobbiamo consentire che nel nostro Paese maturino talenti, spirito critico e professionalità. E abbiamo scelto di percorrere questa strada, partendo dal superamento delle disuguaglianze economiche e sociali, che tengono bloccato da troppi anni l’ascensore sociale. Tutti gli studenti devono essere messi nella condizione di sviluppare le proprie attitudini e capacità, a prescindere dalle condizioni di partenza. La scelta di investire sul tempo pieno, insieme alla proposta di un assegno unico e alla possibilità per tutti di frequentare gratuitamente la scuola dell’infanzia, ci aiuterà a realizzare questo obiettivo, ma anche a sostenere politiche per la famiglia e la natalità più efficaci, dando ai genitori maggiori strumenti per aiutarli a sostenere i propri figli.

Ritengo che in questo quadro sarà indispensabile anche riflettere sulla figura del docente, dalla carriera e lo status, alle retribuzioni, alla formazione, al reclutamento e alla valutazione. Oggi, infatti, la qualità degli insegnanti è un fattore determinante per la crescita complessiva dei sistemi di istruzione. Devono essere considerati dei professionisti della conoscenza e dell’educazione che hanno un ruolo fondamentale nel sostenere i ragazzi a diventare cittadini attivi e consapevoli un necessario ripensamento dell’organizzazione scolastica che deve cominciare ad articolarsi su modelli plurali e flessibili e che valorizzi l’autonomia scolastica. Non ultimo, servono risposte efficaci alla sfida imposta dalla rivoluzione tecnologica; investiamo per rendere strutturali le competenze ibride perché, altrimenti, non impediremo che si creino mondi di esclusi. Mi auguro che nei prossimi mesi tutte le forze che compongono la maggioranza remino nella stessa direzione. Sarebbe l’occasione di fare qualcosa di buono per il Paese.

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20 Febbraio 2020
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