VIDEO | Dopo 200 anni l’autoritratto di Rembrandt torna a Galleria Corsini

Sarà in esposizione a Roma dal 21 febbraio al 15 giugno 2020, insieme ai documenti originali che ne raccontano la storia "rocambolesca"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – La spada nel petto, le lettere tra le mani, il turbante avvolto sul capo da lunghe e dense pennellate di colore sovrapposte. Dopo duecento anni è un ritorno a casa quello dell’Autoritratto come San Paolo, il capolavoro di Rembrandt che la Galleria Corsini espone da domani, 21 febbraio, al 15 giugno 2020, insieme ai documenti originali che ricostruiscono e raccontano la storia “rocambolesca” che nel 1799 portò via il quadro alla famiglia Corsini.

Curata da Alessandro Cosma, la mostra diventa così “un’occasione unica” non solo per ammirare l’opera nel suo contesto romano, ma anche per conoscere da vicino un maestro “documentato poco” in Italia.

“Siamo molto orgogliosi di riportare a casa dopo 200 anni ‘L’autoritratto come San Paolo’ di Rembrandt. Un quadro straordinario realizzato nel 1661, firmato e datato, che nel Settecento era di proprietà dei Corsini, acquistato proprio dal cardinal Neri Maria che in mostra è presente con un altro grande ritratto”, ha spiegato Cosma. Un’opera che all’epoca aveva fatto la fortuna della collezione, ammirato dai viaggiatori e copiato da grandi pittori come Turner. “Ma il quadro- ha raccontato ancora il curatore- va via dal palazzo in una vicenda esemplare di come Roma abbia sofferto molto durante l’occupazione francese del 1799. Viene infatti venduto dal maestro di casa all’insaputa del principe Corsini per pagare le tasse imposte dal governo francese. Passa di mano, poi arriva in Inghilterra e da lì al Rijksmuseum di Amsterdam. Oggi, sebbene per pochi mesi, rientra in Italia nel palazzo che lo aveva visto protagonista per tanto tempo”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

20 Febbraio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»