Parte ‘G.U.A.I’, progetto per reagire a sessismo e violenza

Progetto dei Gruppi Unitari di Autodifesa Intersezionale, promosso dal collettivo femminista Infosex, attivo nell’assemblea delle donne di ‘Non una di meno’
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ROMA – “Un fischietto, un preservativo, un pañuelo fucsia”. E’ il kit simbolico e pratico anti-violenza con cui oggi decolla ‘G.U.A.I. a chi ci tocca’ progetto dei Gruppi Unitari di Autodifesa Intersezionale, promosso dal collettivo femminista Infosex, attivo nell’assemblea delle donne di ‘Non una di meno’. “Il progetto non vuole soltanto affrontare casi di discriminazione, ricatti sessisti e violenza- ha spiegato all’agenzia Dire Sara Collalti del Collettivo Infosex- ma anche trovare insieme strumenti e forme di liberazione condivisa, sia emotiva che pratica“. Nell’Aula professori della facoltà di Scienze politiche dell’Università La Sapienza di Roma gli studenti e gli interessati al progetto pratico laboratoriale “G.U.A.I” si sono divisi in tre gruppi che hanno analizzato tre casi simulati: uno su violenza e molestie sul lavoro, un altro nei contesti di svago e un terzo su un caso di sessismo in una comitiva di amici. Sono tre mediatrici a condurre le analisi e i confronti che porteranno alle soluzioni.

“Reazioni diplomatiche o più drammatiche” sono le opzioni possibili emerse dal confronto guidato. “Non esiste che sei ubriaco, non esiste questa scusa utilizzata spesso dai maschi”, dice una studentessa. “Gli amici tendono a giustificare il molestatore”, dice un’altra. “Io se un mio amico fa battute sessiste- confessa un ragazzo- mi vergogno”. “Vertenza sì o no? Il ricatto, la paura di perdere il lavoro” è il dubbio di una donna che partecipa al gruppo che analizza il caso di una vittima di molestie da parte del datore di lavoro. Magari la soluzione passa anche attraverso “la solidarietà tra colleghi. Cambierei i turni e non la lascerei da sola”, propone un ragazzo. Oppure “qualcosa di più trasgressivo”, azzarda una dottoranda, scrivendo su un cartellone punto per punto le azioni possibili, come “un picchetto, un licenziamento in blocco, il boicottaggio e perché no lo stalking al datore di lavoro e una bella mappatura online dei molestatori in cui pubblicare nome e cognome”.

ATTIVISTA INFOSEX: CONTRO VIOLENZA L’AVATAR DI PENTESILEA

“Abbiamo deciso di presentare il progetto ‘G.U.A.I a chi ci tocca’ all’Universita’. Dopo un anno e mezzo in cantiere oggi parte con un’iniziativa laboratoriale”. Lo dichiara all’agenzia Dire Sara Collalti del collettivo Infosex, poco prima dell’inizio, oggi pomeriggio, del lancio ufficiale del progetto nell’aula professori della facoltà di Scienze politiche della Sapienza di Roma. 

“I partecipanti a questo primo appuntamento- spiega l’attivista- si divideranno in tre gruppi e analizzeranno casi-tipo di violenza in contesti di lavoro, di divertimento e tra amici. Insieme, in modo collettivo, uomini e donne esamineranno le reazioni anche emotive e le soluzioni. Proprio a partire dalle nostre discussioni sono nati dei kit antiviolenza composti di fischietto, preservativo e panuelo, che restano aperti a nuovi contributi”. 

Pentesilea, amazzone dell’Iliade, è l’avatar guida scelto dalle attiviste del progetto ‘G.U.A.I a chi ci tocca’. “Una maschera che dalla pagina facebook darà voce alle donne vittime di violenza che non hanno avuto il coraggio di denunciare”.

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20 Febbraio 2019
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