Rebus animali selvatici nelle Marche, il Centro recupero di Pesaro Urbino rischia chiusura

Il contratto per la gestione della struttura è scaduto il 31 dicembre e i gestori non possono proseguire oltre il 28 febbraio
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ANCONA – “Se la Regione non interviene il 28 febbraio chiuderà il Cras e partiranno le lettere di licenziamento per i tre dipendenti“. Il presidente di Megas.Net Alighiero Omicioli, società in house della Provincia di Pesaro Urbino che gestisce il Centro recupero animali selvatici, lancia un ultimatum all’amministrazione regionale. “Il contratto per la gestione della struttura è scaduto il 31 dicembre 2016- spiega Omicioli-. Per noi è impossibile procrastinare ulteriormente la scadenza del 28 febbraio. Saremo costretti, nostro malgrado, a cessare il servizio. Il 28 febbraio partiranno purtroppo anche le lettere di licenziamento dei 3 addetti che lavorano al Cras. Ci auguriamo che in questa settimana vengano affidate dalla Regione le somme per garantire la continuità del servizio”.

La competenza sulla fauna selvatica, in seguito alla riforma Delrio, è passata dalla Provincia alla Regione che ha affidato il servizio, tramite convenzione, al Cras impegnandosi a garantire le risorse annuali che ammontano a circa 140 mila euro. Per il 2017 non è ancora previsto però alcun stanziamento. Per questo stamattina Alighiero Omicioli ha riconsegnato la struttura di Ca’ Girone alla Provincia di Pesaro e Urbino. A ritirare il verbale è stato il direttore generale dell’ente provinciale Marco Domenicucci. “A tutt’oggi non è stata data copertura alla spesa per il 2017– spiega Domenicucci-. È da tempo che stiamo sollecitando la Regione ed in particolare il competente servizio Caccia e pesca. Con la chiusura del Cras si perderebbero un servizio e delle professionalità importanti per l’intero territorio provinciale e regionale. Speriamo che la Regione sani immediatamente questa situazione perché il Cras è sempre stato considerato un’eccellenza a livello nazionale”. Attualmente nella struttura si trovano vari rapaci, alcuni germani reali, altri uccelli e 80 tartarughe di terra.

di Luca Fabbri, giornalista

(Le foto sono tratte dal profilo Facebook del Centro di recupero di Pesaro Urbino)

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