Rumore aerei fa ammalare? A Bologna parte lo studio

I cittadini che abitano nella zona dello scalo lo chiedono da molto tempo e puntano il dito contro i troppi decolli e atterraggi con cui sono costretti a convivere
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Sta per partire, su “diverse migliaia” di cittadini, lo “studio di impatto sulla salute” della popolazione che convive con decolli e atterraggi all’aeroporto di Bologna. Lo ha confermato l’assessore comunale all’Ambiente, Valentina Orioli, specificando che manca ormai poco all’avvio dello studio invocato dai cittadini che faticano a convivere con gli aerei che passano sulle loro teste, nonostante le tante misure già adottate dal ‘Marconi’ per ridurre i disagi. Era un impegno assunto proprio da Orioli e ora, come ha spiegato lei stessa questa mattina a Radio Città del Capo, “posso dire che stiamo predisponendo gli atti per fare partire questa indagine che sarà svolta dai tecnici dell’Ausl e probabilmente con collaborazioni dell’Università, stiamo definendo le modalità”.

Insomma, restano da definire i dettagli. Ma, precisa Orioli, “non si tratta di un’indagine epidemiologica”, bensì di uno studio sulla salute che interesserà la popolazione che viene ‘colpita’ dal rumore degli aerei messa a confronto con un campione di cittadini, con caratteristiche simili, che vivono però “al di fuori dell’ambito impattato dal rumore dell’aeroporto”. Si cercherà di capire, ha specificato Orioli, “se rispetto ad alcuni rischi che studi scientifici già effettuati collegano all’esposizione al rumore, come ipertensione, disturbi del sonno, infarto, eccetera, emergono dati preoccupanti dal raffronto fra le due popolazioni”. Nel caso si evidenziassero situazioni ‘particolari’, aggiunge Orioli, e se dovesse emergere una situazione seria, “potremo decidere se approfondire l’indagine”.

LEGGI ANCHE:

Aeroporto Bologna “come l’Ilva”, 1.700 firme contro il rumore

Aeroporto Bologna, residenti all’attacco: “Ci assorda, cause in vista”

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»