sabato 14 Febbraio 2026

Israele ha demolito la sede centrale dell’Unrwa a Gerusalemme

L'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi è stata sequestrata

ROMA – I bulldozer arrivano all’alba, i sigilli subito dopo. Martedì Israele ha sequestrato la sede centrale dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi, a Gerusalemme e avviato la demolizione di alcune strutture del complesso. Un’operazione simbolica e politica, più che edilizia: l’ultimo atto dello scontro frontale tra il governo israeliano e l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi.

Per Tel Aviv l’UNRWA non è più un’organizzazione umanitaria. “Ha smesso da tempo di fare aiuti ed è diventata una serra per il terrorismo”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Oren Marmorstein. Per l’Onu, invece, si tratta di “un nuovo livello di violazione aperta e deliberata del diritto internazionale”, come ha scritto il direttore dell’agenzia Philippe Lazzarini.

Fondata nel 1949 per assistere i palestinesi sfollati dopo la nascita di Israele, l’UNRWA è oggi al centro di una battaglia politica che va ben oltre l’assistenza umanitaria. Negli ultimi due anni la Knesset ha approvato una serie di leggi che di fatto ne hanno criminalizzato l’attività: revoca dell’immunità diplomatica, stop a elettricità e acqua, forti limitazioni operative in Cisgiordania e a Gaza. L’ultima norma, approvata a dicembre, ha aperto anche alla confisca delle proprietà. Compresa la sede di Gerusalemme.

Israele accusa l’agenzia di essere infiltrata da Hamas, soprattutto nella Striscia di Gaza. Dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, il governo ha indicato 19 dipendenti UNRWA come partecipanti all’azione. Un’indagine interna delle Nazioni Unite ha ritenuto credibili le accuse per almeno nove di loro, poi licenziati. Fine del capitolo? Non proprio. L’UNRWA impiega circa 13.000 persone a Gaza e continua a sostenere che Israele non abbia mai fornito prove di una infiltrazione sistemica.

Il complesso di Gerusalemme, un tempo affollato da centinaia di operatori umanitari, era già quasi vuoto da un anno. Il personale internazionale aveva lasciato il Paese dopo l’entrata in vigore delle nuove leggi. A dicembre funzionari israeliani vi erano entrati, strappando la bandiera dell’Onu e issando quella israeliana. Ora sono arrivati i mezzi pesanti.

Secondo una convenzione internazionale ratificata anche da Israele, le strutture delle Nazioni Unite dovrebbero essere “inviolabili”, come le ambasciate. Nel frattempo, nonostante i divieti, l’UNRWA continua a operare in alcune aree di Gerusalemme Est. Gestisce almeno due cliniche, una delle quali ha già ricevuto un ordine di chiusura.

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