sabato 14 Febbraio 2026

Kim Jong-un ha licenziato il suo vice: “Era come una capra legata a un carro trainato da buoi”

Yang Sung-ho, responsabile dell’industria meccanica, è stato malamente rimosso dal dittatore nordcoreano

ROMA – Un licenziamento esemplare alla vigilia del grande appuntamento politico dell’anno. Kim Jong-un ha rimosso il vicepremier Yang Sung-ho, responsabile dell’industria meccanica, accusandolo di gravi inefficienze nella modernizzazione del complesso industriale Ryongsong, nel nord-est del Paese. La decisione arriva a poche settimane dal congresso del Partito dei Lavoratori, il primo in cinque anni, evento chiave per ridefinire priorità economiche, strategie politiche e assetti del potere.

Secondo l’agenzia ufficiale KCNA, il leader nordcoreano ha imputato a Yang “confusione artificiale” e perdite economiche nel progetto, già oggetto di critiche interne nei mesi scorsi. Kim avrebbe monitorato personalmente l’operato del vicepremier, giudicandolo privo di senso di responsabilità e inadatto al ruolo. Il caso è stato usato come esempio di errore nella selezione dei quadri dirigenti. “Per usare un termine più semplice e figurato, era come una capra aggiogata a un carro trainato da buoi“, ha detto.

La pubblica umiliazione e la rimozione dei funzionari non sono una novità nello stile di governo di Kim, ma il tempismo è significativo. Secondo analisti sudcoreani, l’obiettivo è aumentare la pressione sull’élite politica e amministrativa in vista del congresso, imponendo risultati concreti in un contesto economico fragile.

Diversi osservatori sottolineano però che i problemi del progetto Ryongsong riflettono difficoltà strutturali più ampie: carenza di risorse, economia iper-centralizzata e priorità assegnata ai programmi nucleari e missilistici. In questo quadro, la destituzione di Yang appare anche come un tentativo di scaricare su un singolo funzionario responsabilità sistemiche.

L’economia nordcoreana, colpita duramente durante la pandemia, ha mostrato segnali di crescita nel 2024 secondo stime sudcoreane, ma i benefici restano concentrati sull’apparato militare e sull’élite dirigente. Le disuguaglianze interne continuano ad ampliarsi, mentre le sanzioni internazionali limitano le prospettive di rilancio.

Il congresso del Partito dei Lavoratori, atteso tra gennaio e febbraio, dovrebbe rafforzare l’asse con Russia e Cina e ribadire la linea della “doppia priorità”: sviluppo economico graduale e avanzamento dei programmi di armamento. Resta da capire se Kim lascerà uno spiraglio anche a una possibile ripresa del dialogo con gli Stati Uniti, ipotesi che alcuni collegano ai futuri movimenti diplomatici di Donald Trump in Asia.

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