giovedì 12 Febbraio 2026

La Russia bombarda vicino Chernobyl, e lascia senza energia la centrale dell’incubo nucleare

Un massiccio attacco aereo ha interrotto nelle ultime ore l’alimentazione elettrica esterna della centrale nucleare simbolo del disastro del 1986

ROMA – Le bombe russe non spengono solo le città ucraine, ma riaccendono uno spettro che l’Europa conosce fin troppo bene: Chernobyl. Un massiccio attacco aereo ha interrotto nelle ultime ore l’alimentazione elettrica esterna della centrale nucleare simbolo del disastro del 1986. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica parla apertamente di blackout e di linee elettriche compromesse anche verso altre centrali ucraine, mentre monitora l’impatto sulla sicurezza nucleare, scrive il Corriere della Sera.

Il reattore esploso quasi quarant’anni fa è fuori uso, ma resta un sito altamente sensibile. Il “sarcofago” di cemento, finanziato in gran parte dall’Unione Europea, richiede manutenzione costante e proprio su questo fronte, da tempo, si moltiplicano gli allarmi. Paure già riaffiorate all’inizio dell’invasione russa del 2022, quando le truppe di Mosca occuparono l’area scavando trincee nel terreno ancora contaminato.

Intanto l’Ucraina è di nuovo al buio. La regione di Kiev è stremata: niente elettricità, acqua corrente assente, temperature polari sotto i meno venti gradi. Situazione critica anche a Kharkiv, Dnipro, Odessa, Zaporizhzhia, Sumy, Chernihiv e Rivne. Per Kiev si tratta di un attacco che non è solo militare, ma strategico: colpire infrastrutture ed energia significa spingere il Paese verso il collasso nel cuore dell’inverno.

Sul piano politico, il presidente Volodymyr Zelensky resta per ora lontano dal Forum di Davos, dove si era ipotizzato un contatto con Donald Trump. Una presenza, spiega, possibile solo a fronte di impegni concreti su sicurezza, difesa ed energia. Resta invece forte la preoccupazione per il calo di attenzione internazionale sull’Ucraina, mentre l’agenda globale si sposta altrove.

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