COPERNICUS: 2025 ‘BOLLENTE’, E’ STATO IL TERZO ANNO PIÙ CALDO
Il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, solo lievemente – di appena 0,01 gradi – più freddo del 2023 e di soli 0,13 gradi più freddo del 2024, l’anno più ‘bollente’ di sempre. Le temperature globali degli ultimi tre anni (2023-2025) sono state in media superiori di oltre 1,5 gradi rispetto al livello preindustriale (1850-1900). È la prima volta che un periodo di tre anni supera il limite di 1,5 gradi. Sono i dati del 2025 climatico diffusi da Copernicus, il sistema europeo di osservazione satellitare del Pianeta. La temperatura dell’aria è stata la seconda più calda, con l’Antartide che ha registrato la temperatura annuale più calda mai rilevata e l’Artide la seconda della storia delle rilevazioni. In Europa, il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato. I motivi principali sono l’accumulo di gas serra nell’atmosfera e il raggiungimento di livelli eccezionalmente elevati della temperatura del mare.
TRATTATO ONU SU OCEANI IN VIGORE, MA SENZA L’ITALIA
Dopo anni di negoziati, il 17 gennaio è entrato in vigore il Trattato globale sugli oceani, l’accordo internazionale delle Nazioni Unite finalizzato a proteggere l’alto mare, cioè le aree oceaniche che non appartengono a nessuno Stato (pari a circa il 60% degli oceani). Il Trattato è uno strumento indispensabile per tutelare almeno il 30% degli oceani entro il 2030 attraverso l’istituzione di Aree Marine Protette. Ad oggi 81 Paesi lo hanno ratificato, tra cui la Francia, la Cina, Cuba e la Grecia, solo per citarne alcuni, “ma l’Italia non è tra questi- ha denunciato Greenpeace- Purtroppo siamo ancora lontani da una soluzione, ci sono stati molteplici rimpalli tra le istituzioni coinvolte”. Tra l’altro la protezione dei mari italiani, sempre secondo l’associazione, versa in una situazione critica, con meno dell’1% protetto da misure di conservazione efficaci.
ARTICO AREA COMPETIZIONE SU RISORSE MA PROIBITIVA
L’Artico “sta diventando un’area di potenziale economico ma anche di competizione”. Infatti, “se guardiamo i dati dello Us Geological Survey, in teoria l’Artico renderebbe disponibili enormi risorse potenziali. Parliamo di 400 miliardi di barili equivalenti di idrocarburi, il 70% a gas, di cui il 50% ricadrebbe in territorio russo. Oltre agli idrocarburi “c’è anche un tema di minerali. Già al momento attuale l’Artico ha riserve importanti di palladio, 44% produzione mondiale, poi 13% platino e 11% nickel, ma i dati dicono che potenzialmente abbiamo nell’area 130 milioni di tonnellate di terre rare assortite, di cui circa la metà sotto sfera russa, 40 milioni in Groenlandia e 14 milioni in Canada, e questo rappresenta uno dei motivi di attrazione per la regione”. E’ l’analisi di Lapo Pistelli, direttore Public Affairs di Eni, in audizione alla Camera sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico. “La sostenibilità economica e’ però ancora da tutta dimostrare- ha avvisato- C’è un grande potenziale, quindi, ma le condizioni estreme lo rendono difficile da sfruttare”.
NAPOLI, ILLECITO SMALTIMENTO RIFIUTI, SEQUESTRATI 6 OPIFICI
Sequestrati nei Comuni di Sant’Arpino, Grumo Nevano e Frattaminore, tra Caserta e Napoli, sei opifici dove si lavoravano tessuti. Il Nucleo Investigativo Carabinieri di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale, coadiuvato da militari di diverse stazioni e del Nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro hanno disposto il sequestro d’urgenza per illecita raccolta e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, scarti da attività industriali nel settore tessile, e l’allestimento di una discarica non autorizzata. I gestori degli opifici si rivolgevano infatti a un individuo privo di qualsivoglia autorizzazione, che privilegiava canali illegali, creava appunto discariche abusive e dava fuoco ai rifiuti.




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