di Elisa Manacorda e Carmen Credendino
NAPOLI – Si è svolto ieri sera al Teatro Bellini di Napoli “Life for Gaza – senza tregua”, l’evento che segue i concerti per la pace al Palapartenope e all’ex area NATO e al flashmob del lungomare organizzati da LIFE for Gaza “per Gaza, per la Palestina, per il diritto alla pace e alla vita del popolo palestinese”. “Una serata di parole e musica d’amore contro il genocidio. Una serata che vuole rispondere all’urgenza di giustizia, perché quando la fame e il freddo divengono mera tattica, quando le medicine, il cibo e l’acqua vengono negate come condanna, quando un intero popolo è espulso dalla propria terra con le armi dei coloni e di un esercito, noi non possiamo parlare di guerra”, hanno affermato gli organizzatori, annunciando che l’incasso della serata sarà utilizzato per il sostentamento di giovani e famiglie giunte recentemente a Napoli dalla striscia di Gaza.
A testimoniare il proprio sostegno, tra gli altri: Fiorella Mannoia, Lina Sastri, Moni Ovadia, il regista Edoardo De Angelis, Eugenio Bennato, – Le Orme, Dario Sansone, Calibro 35, Fanali, Daniele Russo, Eduardo Castaldo, Teatri35, Le tableau vivant, l’orchestra Musica contro il silenzio, il primo violino del San Carlo Gabriele Pierannunzi, il rapper Kento, Pierpaolo Capovilla, Omar Suleiman e Massimo Mollo dallo spettacolo teatrale Maria di Gaza. Luigi Daniele e Micaela Frulli giuristi, Mustafa Barghuthi presidente dell’Ong Medical Relief, Luisa Morgantini Assopace Palestina, Mimmo Lucano sindaco di Riace, Ruba Salih antropologa all’Università di Bologna, Maria Elena Dalìa portavoce di Global Movement to Gaza e Tony La Piccirella di Global Sumud Flotilla, in collegamento da Gaza Giorgio Monti coordinatore medico di Emergency, Francesca Albanese relatrice speciale ONU per la Palestina (in collegamento). La serata è stata presentata da Sara Lotta e Dalal Suleiman.
“Napoli risponde sempre bene quando si parla di Palestina. Una serata che ha coinvolto la società attiva, un’occasione per ritrovare delle compagne e dei compagni. È stata anche un’occasione per il coordinamento della Global Sumud Flotilla di uscire in maniera pubblica riguardo le prossime missioni che stiamo progettando. In questi mesi, nonostante l’attenzione governativa e mediatica sia calata strumentalmente, a livello di partecipazione e anche di supporto le nostre missioni stanno ricevendo tanto”. Così alla Dire Tony La Piccirella, attivista barese della Flotilla.
“Stiamo organizzando – spiega – un convoglio via terra e una prossima flotta sempre verso Gaza perché la situazione è ancora critica lì. Si prefigura una doppia occupazione: una che sta già avvenendo al di là della striscia di Gaza, un’altra da parte degli Stati Uniti, con tutta la legittimazione europea e occidentale. La situazione è terrificante. Partiremo in primavera, porteremo sia aiuti umanitari che personale specializzato, sia medico che specializzato anche in costruzioni.
Nel caso riuscissimo ad arrivare a Gaza dal momento che ufficialmente, sappiamo che non è vero, sulla carta c’è una tregua, si dovrebbe essere in grado di poter passare, lo faremo per rimanere, per supportare le persone palestinesi a ristabilire un minimo di vita dignitosa e di ricostruzione evitando – conclude La Piccirella – una dipendenza che possa essere statunitense o israeliana.
MANNOIA: QUELLO CHE SCEGLI DI CANTARE È IL TUO MESSAGGIO POLITICO
“Non ho mai pensato che la musica abbia il potere di cambiare il mondo. Ma la musica, come tutta l’arte, ha il potere di far riflettere, di svegliare le coscienze, attraverso le canzoni che vengono cantate. Quelle che scegli di cantare già sono messaggi politici, perché non è vero che l’arte deve essere avulsa dalla politica. L’arte è politica, tutto è politica, per cui quello che scegli di cantare è il tuo messaggio politico, quello che vuoi dare, vuoi far sentire. Per cui se anche una sola canzone riesce a svegliare un dubbio, anche una sola canzone riesce a indurti a un pensiero critico, allora tu hai fatto il tuo lavoro. E se ognuno fa il proprio lavoro come deve, forse un pochino il mondo possiamo pure cambiarlo”. Lo ha detto Fiorella Mannoia che ha partecipato al Teatro Bellini di Napoli all’evento “Life for Gaza – senza tregua”. “Io dove posso mi spendo. Certo – ha concluso – faccio quello che posso nel mio piccolo”.
GIFUNI: OGGI MANTENERE ALTA ATTENZIONE SU GAZA È VITALE
Mantenere alta l’attenzione sul tema “è vitale. Oggi, molto più che qualche mese fa, quando le piazze si erano improvvisamente accese e riempite. Questo è il momento in cui si misurano le forze in campo di chi ha ancora una coscienza civile, di chi si alza ancora la mattina con le forze giuste per sostenere una delle più grandi ingiustizie della storia dell’uomo che si perpetra da più di un secolo e che in questi ultimi due anni ha assunto tinte disumane”. Così l’attore e regista Fabrizio Gifuni che ha partecipato al Teatro Bellini di Napoli all’evento “Life for Gaza – senza tregua”. “Tutto il teatro, tutto il cinema – afferma – è politico per statuto perché instaura continuamente un rapporto con la polis”.
DE MAGISTRIS: NECESSARIA DIPLOMAZIA CITTÀ, A GAZA NON ESISTE TREGUA
“C’è uno scollamento anche in questo tra chi attualmente rappresenta la città e il popolo napoletano. È talmente evidente, simbolico, che si respira. Si respira una distanza che nuoce alla potenza di Napoli, che potrebbe invece avere un ruolo straordinariamente forte nella costruzione di ponti di umanità, di fratellanza e di diplomazia delle città. Però questo o lo senti o c’è o non c’è, e in questo momento non lo sentono e non c’è”. Così l’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, tra i fondatori dell’associazione Life for Gaza, parlando alla Dire dopo l’evento tutto esaurito al Teatro Bellini di Napoli “Life for Gaza – senza tregua”, che segue i concerti per la pace al Palapartenope e all’ex area Nato e al flashmob del lungomare organizzati da Life for Gaza “per Gaza, per la Palestina, per il diritto alla pace e alla vita del popolo palestinese”. “È stata una serata bellissima, straordinaria e ricca e intensa di emozioni. Ancora una volta – ha commentato – Napoli ha dato una grande risposta di partecipazione, di riflessione profonda del momento buio che si vive a livello soprattutto internazionale. Tantissima partecipazione convinta e forte degli artisti. Napoli è una città che si è sempre schierata dalla parte della giustizia ed è stata tendenzialmente profondamente ribelle di fronte agli oppressori e questa è la storia di Napoli che ci contraddistingue. A mio avviso deve essere poi determinante anche il ruolo non solo del popolo, della cultura, degli artisti, delle associazioni, delle reti civiche ma anche delle istituzioni”.
“Le istituzioni napoletane – ha aggiunto de Magistris – non ci sono in queste iniziative, non ci sono mai state, nemmeno nel momento più drammatico dell’aggressione militare israeliana nei confronti della Palestina. Anzi, l’unico in un momento in cui c’è stato un dibattito mediatico molto forte in città che ha riguardato la vicenda di Nives Monda, l’istituzione cittadina si è schierata dalla parte di chi provocava”. De Magistris ha poi ricordato: “Io sono stato il primo sindaco d’Italia che nel 2013, quando non eravamo ancora in questo scenario genocidiario così devastante, riconobbe lo stato di Palestina. È importante che al di là delle politiche internazionali, dei governi nazionali, ci sia una diplomazia delle città. Io ho sempre creduto nella diplomazia delle città e nello schieramento delle città. Oggi da un punto di vista istituzionale Napoli non è schierata col popolo palestinese e questo crea sicuramente una dicotomia: viviamo tempi in cui troppo spesso le istituzioni vanno da una parte e il popolo dall’altra. Basta vedere le grandissime mobilitazioni mondiali, italiane e napoletane in favore del popolo palestinese che hanno spinto i governi impauriti a costruire un finto cessate il fuoco, che così non è perché là si continua a morire e sparare. È per questo che l’iniziativa l’abbiamo chiamata ‘senza tregua’ perché in realtà la tregua – ha concluso – non c’è. C’è meno eclatanza bellicista all’operazione dei coloni, dello sterminio, delle uccisioni, della carenza di cibo, di cure, della mancanza di diritti fondamentali in Palestina”.
MONI OVADIA: “NON SI PUO’ MOLLARE LA LOTTA”
“Non si può mollare la lotta senza tregua – dice Moni Ovadia, attore, regista e musicista – Anzi, questo è il momento di rilanciarla con più forza. Perché parlare di tregua e di accordichi serve a questi potenti criminali proprio per far passare l’indignazione all’opinione pubblica. E noi invece dobbiamo richiamarla. Questo è il momento più pericoloso. E allora le manifestazioni come questa, che rinnovano lo spirito di lotta, hanno un valore per me grandissimo. Io sono in mobilitazione permanente per la Palestina”.








