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Berlusconi accosta… E passa Draghi

L'editoriale del direttore Nico Perrone

sergio mattarella mario draghi

ROMA – Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono stati sulla riva del fiume ad aspettare la fine della sua candidatura? E Berlusconi adesso aspetterà fino all’ultimo minuto utile prima di annunciare il ritiro dalla corsa al Quirinale. In molti, dietro le quinte dei palazzi della politica, sono pronti a scommettere che un attimo dopo la rinuncia sarà proprio il Cavaliere ad intestarsi la candidatura di Mario Draghi a nuovo Capo dello Stato. In questo modo risulterà chiaro, stando ad una interpretazione di parte, che “lui ha a cuore il bene dell’Italia, non gli interessi di partito”.

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Sarà, certo che a quattro giorni dall’inizio delle votazioni, lunedì pomeriggio, la confusione regna ancora sovrana. “Questo è il momento in cui tutte le sciabole sono a terra e tutti si sfidano con i foderi” dice un ‘grillino’ di Governo. Oggi il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha incontrato il leader della Lega, Matteo Salvini. “Incontro cordiale – hanno fatto sapere i leghisti – Si è parlato di Quirinale e di Governo, chiarendo i propri punti di vista. A proposito di Colle, Salvini ha ribadito che il centrodestra è e resterà compatto in tutte le votazioni. Il faccia a faccia è durato un’ora: Salvini e Conte si sono visti dopo pranzo, in centro”.

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Da parte non solo del Movimento ma anche tra i Dem, si è tenuto a far sapere che la mossa di Conte era concordata: “Nessun problema, Conte e Letta si sentono continuamente, non c’è nulla di strano che il leader della prima forza parlamentare incontri il leader del secondo partito”. Per quanto riguarda il contenuto del faccia a faccia, secondo fonti ‘grilline’ “il presidente Conte ha chiesto a Salvini di spingere Berlusconi a ritirarsi“. Non solo, riportano le fonti pentastellate, “Conte ha fatto presente che pure gli altri nomi fatti circolare dal centrodestra non vanno bene al Movimento“.

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Insomma, spiega una fonte dem, “il problema è che in questo Parlamento frammentato nessuno può vincere da solo, e Salvini non può chiamare al confronto dicendo agli altri ‘però noi votiamo Berlusconi…’. Che confronto è?”. Ancora una volta Vittorio Sgarbi, che negli ultimi giorni si è trasformato nel telefono di Berlusconi, è riuscito ad attirare l’attenzione dicendo che per il leader di Forza Italia “questa è una pausa di riflessione che stando ad Arcore può utilizzare per trovare un nome da indicare al posto del suo. Immagino che questo nome possa uscire prima di lunedì e che possa arrivare anche per iscritto…”. Che nome? “Proporrà un nome e io so quale sarà…”. Un uomo o una donna? “Non lo posso dire. Può essere una donna come Moratti? No, lo escludo” ha detto Sgarbi la sfinge.

“Col centrodestra – è tornato ad insistere Enrico Letta, segretario del Pd – dovremo trovare un nome condiviso, non di parte. Una figura super partes e istituzionale. Il fatto che sia ancora aperta la candidatura di Berlusconi rende tutto complicato, finora non c’è stata interlocuzione perché il centrodestra non è stato disponibile a interloquire“. Per quanto riguarda il M5S, invece, da registrare la sparata del fuoriuscito Alessandro Di Battista contro Draghi, ai suoi occhi colpevole di ogni brutta cosa: “Milioni di contagiati nelle ultime settimane. 6.000 morti. Bollette alle stelle. Benzina alle stelle. Spesa carissima. Povertà e disuguaglianze sociali in aumento. Eppure il Messia Draghi, Il Migliore tra i Migliori, il Salvatore, l’apostolo, SuperMario, lavora notte e giorno per ‘fuggire’ al Quirinale. Ed il Movimento cosa sta pensando di fare? – chiede Dibba – Davvero si presterebbe a tutto questo? Sarebbe pronto a fare il quarto governo in quarto anni? È disposto a votare un uomo obiettivamente di establishment Presidente della Repubblica? Oltretutto dopo averlo accettato al posto di Conte per risolvere grane tra l’altro minimamente risolte?”.

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2022-01-20T18:45:40+02:00