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Gli studenti di Ravenna si fanno ‘sentinelle’ contro gli assembramenti a scuola

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I ragazzi delle scuole superiori segnaleranno eventuali problemi o criticità in un documento condiviso che è stato messo a disposizione del Comune
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BOLOGNA – Gli studenti delle scuole superiori di Ravenna si fanno ‘sentinelle’ contro gli assembramenti e segnaleranno problemi e criticità del ritorno in presenza direttamente al Comune, Ieri pomeriggio il sindaco della città dei mosaici Michele De Pascale e l’assessore all’Istruzione Ouidad Bakkali hanno avuto una sorpresa dall’incontro in videocall con i rappresentanti di istituto delle scuole superiori per un confronto sulla riapertura.

I ragazzi, spiegano, hanno infatti costruito “una straordinaria rete di segnalazioni rispetto alle diverse criticità che si possono presentare nel tornare a scuola in presenza”. Tutte le segnalazioni vengono inserite in un documento condiviso che è stato messo a disposizione del Comune e che sarà “uno strumento preziosissimo“. Tanto che già stato dato mandato a tutti gli uffici comunali e provinciali di studiare le segnalazioni che arrivano. I giovani, aggiungono, vanno “coinvolti sistematicamente nei tavoli che pianificano e decidono in merito alle scuole in questa situazione, perché hanno le competenze e la maturità necessaria per poter discutere alla pari con istituzioni e presidi rispetto le scelte da prendere”.

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Sindaco e assessore li hanno trovati “molto consapevoli di quanto si è perso in questi due anni scolastici rispetto alle attività in presenza e quindi volenterosi verso la possibilità di tornare a scuola, ma molto attenti alla loro salute e a quella dei loro cari”. Dunque vanno messi nella condizione di “vivere tutto in massima sicurezza ed è doveroso da parte nostra ascoltarli e fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per dar loro una risposta adeguata”.

Durante l’incontro è stata anche condivisa l’opinione che “per ora è saggio rimanere al 50% di presenza, condizione che già mostra alcune criticità”, in particolare alle fermate di interscambio e in alcuni casi all’ingresso e all’uscita dalle scuole per limitazioni logistiche oggettive e difficilmente superabili.

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