‘L’incongrua memoria’: in un libro le commemorazioni di dittatori in Parlamento

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Il volume di Lanfranco Palazzolo raccoglie le commemorazioni svolte a Montecitorio e a Palazzo Madama dei principali Dittatori del XX secolo e delle polemiche che hanno accompagnato le celebrazioni
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ROMA – “Stalin lascia un vuoto non paragonabile con quello di altri statisti”. “Mao Tse-Tung è un protagonista della storia del XX secolo”. “Breznev ha inciso profondamente sui processi politici degli equilibri internazionali”. “Piazza Tien An Men non può essere definita una strage voluta da un regime comunista”. Questi sono gli apprezzamenti e le valutazioni presenti nel libro curato da Lanfranco Palazzolo dal titolo “L’incongrua memoria. Commemorazione di Dittatori in Parlamento” (Nuova Palomar), con la prefazione di Pino Pisicchio, che inaugura la collana Question Time. Il volume raccoglie le commemorazioni svolte a Montecitorio e a Palazzo Madama dei principali Dittatori del XX secolo e delle polemiche che hanno accompagnato queste celebrazioni volute dal protocollo parlamentare.

Nel volume sono anche presenti i tentativi di commemorazione di esponenti del regime fascista, prontamente bloccate dai Presidenti delle Camere e mai svolte, come accade nel caso del generale Graziani nel 1955. Ma ci sono altre commemorazioni che hanno provocato accese polemiche, come quella di Giovanni Gentile nel ventesimo anniversario del suo assassinio a Firenze. Emerge anche il modo in cui alcune di queste commemorazioni si sono svolte nei due rami del Parlamento: in tono solenne alla Camera e in sordina al Senato come nel caso di Salvator Allende, la cui figura viene ricordata nel 1973 dal Presidente del Senato Giovanni Spagnolli insieme a Gustavo V di Svezia.

Nella sua introduzione, il curatore ricorda come per 50 anni nel Parlamento del Regno d’Italia sia stato impedito il ricordo di Giuseppe Mazzini, permesso solo dopo l’arrivo alla Presidenza del Consiglio di un esponente politico di fede repubblicana e di origine ebraica come Alessandro Fortis oppure come Roberto Farinacci ha impedito al Senato del Regno la commemorazione di Giacomo Matteotti facendo circondare Palazzo Madama dalle camicie nere il 10 giugno del 1925, un anno dopo l’assassinio dell’esponente politico socialista unitario. Il libro si chiude con la commemorazione di Craxi a Montecitorio con l’intervento di Massimo D’Alema, che fa di tutto per evitare di parlare in aula, rifiutandosi due volte.

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