VIDEO | Aism: “In Italia i lasciti solidali sono tabù, diffondere la cultura”

Notaio: "Ad oggi 900mila disposizioni, in aumento tra giovani e donne"
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ROMA – “L’Italia è fanalino di coda in Europa nei lasciti testamentari. Nel nostro Paese, purtroppo, questo argomento è considerato ancora un tabù. Per questo serve diffondere una cultura diversa, come accade già all’estero, dove sul tema viene fatta un’educazione fin dalle scuole. Dobbiamo far capire soprattutto ai giovani qual è il valore di un lascito solidale per migliorare la qualità della vita delle persone, in questo caso di quelle con sclerosi multipla”. A dirlo è il presidente dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), Francesco Vacca, intervistato dall’agenzia Dire in occasione della ‘Settimana nazionale dei lasciti Aism’, che prende il via oggi con il lancio della campagna di sensibilizzazione ‘Tu sei futuro’.

L’INIZIATIVA ‘TU SEI IL FUTURO’

L’iniziativa ha il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato e prevede 50 incontri su tutto il territorio nazionale, durante i quali i notai saranno a disposizione dei cittadini per spiegare e approfondire cosa prevede la legge italiana in materia di diritto successorio. Sette giorni per promuovere la conoscenza dei lasciti testamentari solidali, offrire tutte le informazioni per tutelare gli eredi legittimi, per sensibilizzare e far in modo che i lasciti diventino una realtà sempre più tangibile.

COSA SONO I LASCITI TESTAMENTARI

“I lasciti solidali sono disposizioni con le quali una persona decidere di devolvere determinati beni per un fine di solidarietà sociale- spiega all’agenzia Dire Gianluca Abbate, consigliere nazionale del Notariato- Sicuramente negli ultimi anni è stato fatto tanto in termini di aumento della pubblicità e della conoscenza. Ma c’è ancora molto da fare. Ad oggi sono circa 1 milione e 900mila gli italiani che si sono dimostrati interessati ad avere conoscenza su questo strumento e circa 900mila hanno già posto in essere delle disposizioni animate da un fine di solidarietà sociale. Non è possibile fare un identikit specifico delle persone che hanno predisposto un lascito solidale, ma quello che si può dire è che dal 2013 c’è stato un aumento delle disposizioni da parte di giovani e donne”.

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20 Gennaio 2020
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