‘Fuori il Comune dalle partecipate’, domani manifestazione di Pli a Roma

[caption id="attachment_101620" align="alignleft" width="300"] Foto dal sito del Partito Liberale[/caption] ROMA  -"Rimettiamo
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Foto dal sito del Partito Liberale

ROMA  -“Rimettiamo all’ordine del giorno la nostra proposta per risanare il bilancio di Roma Capitale e uscire dal degrado, dagli scandali e dai disservizi. Dobbiamo porre fine alle partecipazioni del Comune nelle società municipalizzate, decretare il fallimento della gestione pubblica e avviare immediatamente il processo di liberalizzazione di tutti i servizi locali”. Così Andrea Bernaudo, coordinatore dell’Area metropolitana di Roma, spiega le ragioni dell’evento del Partito liberale dal titolo ‘Fuori il Comune dalle società partecipate, la proposta dei liberali per Roma Capitale’, che si terrà domani, sabato 21 gennaio, a Roma, alle ore 10 presso il Conference center in via Benedetto Musolino 7.

“Alla politica- ha concluso Bernaudo- va lasciato il compito di applicare con rigore il controllo e l’indirizzo, ma va consegnata alle eccellenze del privato la gestione, attraverso gare pubbliche che seguano le migliori best practice internazionali”. I lavori saranno conclusi da Francesco Carducci della Direzione nazionale, che ha dichiarato: “Il Partito liberale italiano è l’unica forza politica ad avanzare, sul tema delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, una proposta chiara e lineare, nonostante il tema delle liberalizzazioni sia stato stabilito da direttive europee e già recepito dal legislatore italiano. Il Comune di Roma- ha continuato Carducci- oggi come ieri sembra ignorare questo tema. L’unico modo per riorganizzare funzionalmente Roma Capitale è quello di procedere senza indugio alla cessione di tutte quelle attività non strategiche che oggi il Comune gestisce in maniera impropria, inefficiente e con grosso dispendio di risorse”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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