ROMA – Pensioni, tfr e riscatto della laurea: il pacchetto incluso nel maxi emendamento del governo sulla Manovra viene accantonato. Il governo ha infatti depositato un nuovo emendamento in commissione Bilancio, questa mattina, venerdì 19 dicembre. Nel testo, sono stralciate le misure sulle pensioni dopo il ‘no’ della Lega. Tutto ciò all’indomani del braccio di ferro andato in scena nella notte in cui il partito di Matteo Salvini, per voce del suo stesso relatore della manovra, Claudio Borghi, aveva espresso tutta l’insoddisfazione per le prime proposte di modifica avanzate dal ministro Giancarlo Giorgetti, per andare in contro alle richieste del partito di maggioranza.
PENSIONI, LA NEGOZIAZIONE: LA LEGA SCONTENTA HA CHIESTO UNA “NUOVA RIFORMULAZIONE”
Dopo la decisione di sopprimere la parte relativa al taglio del riscatto della laurea, Borghi aveva infatti chiesto di più, in particolare sull’estensione dei tempi di uscita per chi decide di andare in pensione prima. “Non siamo assolutamente contenti- aveva detto in Aula- ma c’è la questione delle finestre ed è opportuno non dare segnali che possono essere equivocabili. Chiederemo al Governo una riformulazione differente”.
Insomma, dopo una lunga negoziazione notturna, Giorgetti ha acconsentito: fuori dalla Manovra anche l’allungamento delle finestre mobili che avrebbero portato ai pensionati dal 2035 un ritardo di sei mesi per ritirare l’assegno, dopo aver maturato i requisiti.
DEPENNATO ANCHE L’AUTOMATISMO SUL TFR PER I NEOASSUNTI
Ma lo smontaggio del maxi emendamento dell’esecutivo ad opera della sua maggioranza continua: non passa la discussione in aula nemmeno la norma sul Tfr per i nuovi assunti. Salta infatti anche la misura che avrebbe previsto il silenzio assenso alla previdenza complementare per i lavoratori neoassunti del settore privato. E così sparisce il nuovo contributo di 1,3 miliardi chiesto alle assicurazioni.
La previsione della maggioranza è che le misure spacchettate e accantonate saranno riviste e inserite in un decreto di più veloce attuazione.
GASPARRI (FI): “LE MISURE ESCLUSE AVRANNO UNA CORSIA PIÙ RAPIDA CON UN DECRETO“
“Si è convenuto di differenziare e spacchettare alcune misure che non sono state inserite negli emendamenti alla manovra. Noi pensiamo che alcune associazioni come banche e assicurazioni abbiano già dato un contributo a questa legge. Alcune misure restano, quelle che vengono tolte sono avvantaggiate e non penalizzate. Con il decreto legge che si farà, queste misure entreranno in vigore prima di quelle contenute in manovra. Quindi avranno una corsia più rapida”. Lo dice il capogruppo Fi in Senato, Maurizio Gasparri a margine della commissione Bilancio.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

