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Nigeria, l’esercito contro Amnesty: “Basta accuse, andatevene”

ROMA - Troppi report di denuncia, così l'esercito della Nigeria in una nota si è scagliato contro gli osservatori di
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ROMA – Troppi report di denuncia, così l’esercito della Nigeria in una nota si è scagliato contro gli osservatori di Amnesty International dal Paese minacciando la loro espulsione e la chiusura della sede della ong. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stato l’ultimo rapporto, in cui la ong ha denunciato la morte di 4mila civili nel nord, a causa delle storiche violenze tra comunità di pastori e agricoltori per il controllo delle risorse naturali. Secondo Amnesty, l’esercito non farebbe abbastanza per proteggere la popolazione.

L’esercito: “Arriva un rapporto al mese, ora basta”

“Quest’anno abbiamo ricevuto quasi un rapporto al mese” ha dichiarato il capo della comunicazione dell’esercito, John Agim, convinto che “più una bugia viene ripetuta, più diventa una verità”. “In Nigeria abbiamo una ong che ci descrive come persone non civilizzate che non sanno come prendersi cura della propria gente. Amnesty International non porta niente al nostro Paese, non hanno niente da fare qui”.

Il presidente: “Amnesty abbatte il morale delle truppe”

Anche l’ufficio del presidente Muhammadu Buhari è intervenuto sulla vicenda, accusando l’organizzazione di “abbattere il morale delle truppe“. Tuttavia non ha dato chiarimenti sulla possibilità di espellere l’organizzazione.

Amnesty: “Non possono chiuderci, fanno così per non affrontare i problemi”

“Queste accuse sono una tattica per far sì che le persone guardino lontano dai problemi reali che affrontiamo“, la replica del Osai Ojigho, direttore di Amnesty Nigeria. “Non penso che i militari abbiano il potere di chiudere gli uffici di un’organizzazione. Se Amnesty International dovesse chiudere, manderebbe un messaggio molto negativo alla comunità internazionale”.

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