Trasporto pubblico, arriva la multa se non si timbra a ogni salita

Federconsumatori è sul piede di guerra perchè la Regione Emilia-Romagna sembra intenzionata a prevedere, da gennaio, sanzioni per chi non convalida il biglietto a ogni salita
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BOLOGNA – “La Regione Emilia-Romagna- rivela Federconsumatori- intende procedere alla modifica di alcune leggi sul trasporto pubblico locale prevedendo, dall’1 gennaio del 2018, sanzioni per chi non convalida biglietto e abbonamento ad ogni salita sui mezzi pubblici“: minimo tre euro se pagati immediatamente alla contestazione. La validazione obbligatoria è già prevista dall’attuale legge regionale 30/98 e, dice Federconsumatori, “ha rappresentato nel recente passato anche una forma di controllo sociale nei confronti degli evasori del biglietto”: le imprese di trasporto hanno “finalmente investito risorse per contrastare il fenomeno”. Ma allora “l’obbligo di validazione non può avere oggi queste motivazioni”. Insomma, la novità non piace per niente.

Di fronte all’ipotesi della nuova multa, Federconsumatori chiede “quali provvedimenti sono stati attuati in questi mesi a seguito delle proteste degli utenti sanzionati per l’impossibilità di validare il biglietto per l’affollamento del mezzo o dei tempi necessari per raggiungere la validatrice”. E comunque se si “ritiene necessaria la validazione ad ogni salita” non si può “scaricare le conseguenze unicamente sulle spalle dell’utente, ma devono essere coinvolte soprattutto le imprese di trasporto, ad esempio attivando un migliore posizionamento delle validatrici e la limitazione alla quotidiana eccezionalità di mezzi troppo affollati“. Inoltre, Federconsumatori ricorda che la Regione ha puntato forte su “un sistema integrato dei mezzi pubblici ‘ferro’ e ‘gomma’ da utilizzare indifferentemente con un unico titolo di viaggio. Un progetto purtroppo non ancora completato, la cui attuazione poteva garantire risultati migliori delle sanzioni applicate a chi ha già pagato il biglietto”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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