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Sui social tutti pazzi per Zerocalcare: tra ironia e commozione, la sua serie tv conquista

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È pioggia di tweet per 'Strappando lungo i bordi', disponibile su Netflix dal 17 novembre
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ROMA – Zerocalcare colpisce di nuovo. La sua prima serie tv animata, disponibile da due giorni sul Netflix, sta decisamente spopolando. Sui social impazzano i commenti positivi di quanti stanno amando ‘Strappando lungo i bordi’: sei episodi da 20 minuti scarsi l’uno da gustare, nella maggior parte dei casi, tutti d’un fiato. A convincere, come e più di sempre, quel mix di ironia pungente e autoriflessione, cifra stilistica dell’autore di Rebibbia, che nella serie, in un flusso di autocoscienza, ripercorre la sua vita, insieme al sempre presente armadillo (doppiato da Valerio Mastandrea, mentre è Zerocalcare stesso a dare voce a tutti gli altri personaggi) . Vicino a lui gli amici di una vita, Secco, contraltare dell’ansioso protagonista, indifferente alle calamità della vita (con il suo tormentone ‘Andiamo a prendere il gelato?’ sempre dietro l’angolo) e la saggia Sarah, che ogni volta riesce a districare la matassa dei fili mentali sapientemente e autolesionisticamente intrecciati da Zerocalcare, restituendo allo spettatore una visione della vita così giusta e semplice, da essere spiazzante.

Il tutto è condito da molta autoironia, come quando il protagonista sul suo divano cerca invano qualcosa da vedere su Netlfix per poi, sfinito dall’inutile ricerca, mettersi sotto le coperta alle 4 di notte senza aver trovato nulla di interessante (A chi non è successo?). “Ma non sarà che se non ti piace niente il problema sei tu?”, si chiede. “Se vabbè ma io volevo vede una serie, mica fa psiconalisi”, la risposta che si restituisce, in una spirale riavvolge vita e serie in mix di irriverente perfezione. Tanto quanto la compagna pubblicitaria che sta invadendo Roma, con giganteschi cartelloni pubblicitari che sottolineano le tante criticità della Capitale, divertendo.

Nella serie poi non mancano le molteplici cause d’ansia, che attanagliano il protagonista, ma in realtà universali, che contribuiscono a sentirsi ancora di più chiamati in causa dalla narrazione. Come l’ansia da prestazione, nei confronti di chi tiene a noi (spesso amplificata dal nostro ego smisurato) o quella legata agli imprevisti che la vita può riservare, tanto che andare a prendere un treno o un aereo possono diventare fonte di enorme stress. E poi l’incapacità nell’affrontare problemi anche banali e quel porto sicuro che rappresentano i genitori in questi casi (anche quando si è ormai alla soglia dei 40 anni). Per non parlare ‘del dramma’ del tempo che passa e quello, ancora peggiore delle opportunità non colte.

“La serie Zerocalcare su Netflix è un gioiello vero.È un omaggio alla fragilità,al nostro essere così piccoli, soli, confusi, pieni di sensi di colpa, ma anche pieni di vita e desiderosi di trovare il nostro posto nel mondo,in un’esistenza che sembra essere così sfuggente. Meraviglioso”, si legge in uno dei tanti cinguettii entusiasti di un utente su Twitter, e come dargli torto?

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