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Soldi in cambio di protezione a un detenuto, carabiniere arrestato per corruzione a Matera

carabinieri
Tra le accuse anche quella di aver fornito ripetutamente a Vincenzo Porcelli notizie e informazioni che dovevano rimanere segrete
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POTENZA – Su disposizione del gip del tribunale di Potenza, è stato arrestato oggi il carabinieri Michele Fico, in servizio nella provincia di Matera. Il militare, accusato di corruzione, è stato ritenuto “gravemente indiziato” – in concorso con Vincenzo Porcelli, condannato per traffico di droga e attualmente detenuto – di aver ricevuto da quest’ultimo varie utilità “per proteggerlo dalle indagini in corso”.

Secondo il procuratore di Potenza, Francesco Curcio, il carabiniere, approfittando della sua funzione, avrebbe garantito protezione in cambio di somme di denaro quantificabili complessivamente in 75mila euro, ricevuti in occasione di incontri concordati con lo stesso Porcelli. Il pagamento avveniva mediante un fisso mensile di 1.200 euro e in un importo variabile a seconda delle informazioni sulle attività d’indagini e di controllo fornite, in modo da garantire stabilmente a Porcelli di non essere sottoposto agli arresti in flagranza di reato ed evitare il sequestro delle sostanze stupefacenti.

I reati contestati al carabinieri sarebbero stati commessi nell’arco temporale che va dal settembre 2015 al novembre 2019. Michele Fico – spiega ancora la Procura distrettuale – è ritenuto gravemente indiziato, ancora, di aver impiegato i 75mila euro in attività speculative nel settore dei giochi e delle scommesse on line, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delle somme ricevute illegalmente. Tra le accuse, anche quella di aver violato i doveri inerenti la propria funzione pubblica fornendo ripetutamente a Vincenzo Porcelli notizie e informazioni che dovevano rimanere segrete. Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo delle somme illecitamente percepite dal carabiniere.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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