La diga sul Nilo va avanti, l’Etiopia vuole soddisfare la ‘grande sete’

L'ambasciatrice Hirut: La crisi in Tigray non fermerà la costruzione"
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ROMA – Garantire risorse idriche indispensabili per una popolazione in forte crescita, che entro il 2050 potrebbe essere quasi raddoppiata toccando quota 200 milioni di abitanti: questo, secondo Yohannes Gebretsadik, esperto e negoziatore del governo di Addis Abeba, l’obiettivo della Grande diga del rinascimento etiope (Gerd) lungo il corso del Nilo.

“Bisogna considerare che oggi circa il 21 per cento della popolazione nazionale vive al di sotto della soglia della poverta’” ha sottolineato Gebretsadik. “Mancano le infrastrutture, l’accesso all’acqua e all’elettricita’: per questo sviluppare le risorse idriche, con la Gerd, e’ fondamentale”.

Alto 145 metri e lungo due chilometri, una volta ultimato l’impianto sara’ il piu’ grande dell’Africa. A regime, dal 2022, dovrebbe essere in grado di produrre 15.000 gigawatt l’ora di elettricita’. “Porteremo servizi e acqua per le comunita’ e le citta’ della regione” ha detto Gebretsadik. Convinto che i benefici dell’impianto saranno sentiti anche a centinaia e migliaia di chilometri di distanza da Sudan ed Egitto, i due Paesi a valle, che pure hanno espresso dubbi e timori. Dopo nove anni di negoziati, Khartoum e Il Cairo resterebbero preoccupate anche del fatto che non sia previsto un meccanismo per risolvere possibili contenziosi.

Secondo Gebretsadik, pero’, “dopo il completamento dell’impianto non ci saranno piu’ inondazioni come quelle che abbiamo visto nelle ultime settimane in Sudan“.

Secondo Gebretsadik, “Addis Abeba vuole che sia garantita massima flessibilita’ nella gestione dell’impianto” per far fronte al mutare dei contesti e anche alle conseguenze dei cambiamenti climatici. “Sudan ed Egitto sono invece preoccupati dal fatto di non controllare i flussi” ha aggiunto l’esperto: “Per questo chiedono la massima regolamentazione”.

HIRUT (ETIOPIA): CRISI IN TIGRAY NON FERMA DIGA SUL NILO

Il conflitto nella regione del Tigray non condizionera’ in alcun modo la realizzazione della diga sul Nilo ne’ i negoziati paralleli con Sudan ed Egitto: lo ha detto oggi Hirut Zemene, ambasciatrice d’Etiopia presso l’Unione Europea.

Secondo la diplomatica, “proprio stamane si e’ tenuto un colloquio trilaterale tra i ministri degli Esteri rispetto alle opportunita’” rappresentate dall’impianto. Hirut ha parlato nel corso di un webinar dedicato alla Grande diga del rinascimento etiope, nota anche con l’acronimo inglese Gerd, in costruzione in un’area dell’Etiopia non lontano dal confine con il Sudan.

Rispetto alla crisi del Tigray, l’ambasciatrice ha parlato di “questione interna”, conseguenza dell’azione di “un piccolo gruppo”. Hirut ha accusato il Fronte di liberazione del popolo tigrino (Tplf) di voler “destabilizzare il Paese”. Secondo l’ambasciatrice, il governo di Addis Abeba sta conducendo “un’operazione mirata per ristabilire l’ordine”.

Hirut ha evidenziato le differenze tra il conflitto in Tigray, nel nord dell’Etiopia, e altre situazioni di crisi riscontrate negli anni scorsi nei Paesi interessati dalla Gerd. “In passato posticipammo i negoziati sulla diga a causa di problemi in Egitto o in Sudan ma ora non andra’ cosi'” ha detto l’ambasciatrice: “Questa e’ un’operazione breve”.

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19 Novembre 2020
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