Al via il concorso degli psicologi, tra mascherine e distanziamento

Dopo settimane di polemiche sull'opportunità di tenere o meno il concorso durante la pandemia, le prove hanno preso il via
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ROMA – File ordinate, con percorsi indicati da nastro segnaletico e transenne, distanziamento “assicurato”, mascherine (per lo più Ffp2) indossate “rigorosamente” dai candidati in attesa di entrare, e rilevamento della temperatura all’ingresso con un termoscanner. Dopo le polemiche degli ultimi giorni nate sull’opportunità di tenerlo o meno in piena emergenza sanitaria, ha preso oggi il via a Roma il concorso per 33 dirigenti psicologi nel Lazio, per il quale sono stati convocati all’hotel Ergife oltre 4mila candidati da tutta Italia.

Le prove di selezione saranno divise in due giornate (la seconda domani), tra la mattina e il pomeriggio, con circa 1.000 partecipanti a turno. A quanto apprende la Dire, “la sicurezza sembra essere garantita in modo ottimale e volendo forniscono loro la doppia mascherina”.

I vincitori saranno impiegati nei consultori laziali (Asl Roma 1, Roma 2, Roma 3, Roma 4, Roma 5, Roma 6) per rafforzare l’organico. Il concorso era stato bandito nel maggio 2019 dalla Asl Roma 2, che gestisce la procedura, ma solo ora, nonostante l’emergenza sanitaria in atto nel Paese, si è pensato di attuarlo. D’altronde l’ultimo Dpcm consente lo svolgimento dei concorsi in ambito sanitario. Nei giorni scorsi, intanto, un gruppo di parlamentari della Lega aveva attaccato in una nota il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, indicando come “folle” la loro scelta di procedere al concorso per gli psicologi con il rischio “altissimo” di creare un focolaio. Su change.org era nata anche una petizione per chiederne il rinvio, perché “un concorso con 4mila persone al chiuso per ore mette a rischio la loro salute”.

In merito si era espresso anche il presidente dell’Ordine degli psicologi del Lazio, Federico Conte, secondo cui, però, una eventuale sospensione del concorso sarebbe stato “un danno notevole per i cittadini del Lazio, peraltro in un momento storico in cui la professionalità degli psicologi e delle psicologhe italiani può rappresentare una risorsa fondamentale”.

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19 Novembre 2020
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