Cile, il presidente Pinera ammette gli abusi della polizia sui manifestanti

Il presidente Pinera è stato criticato da molti per non aver affrontato le accuse a Mario Rozas, il direttore dei Carabineros
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ROMA – “C’è stato un eccessivo uso della forza, ci sono stati abusi e i diritti di tutti non sono stati rispettati”. Queste le parole del presidente cileno Sebastian Pinera, che nel corso di una conferenza stampa al palazzo presidenziale de La Moneda ha riconosciuto un eccesso di violenza da parte delle forze dell’ordine nella repressione delle proteste e dei disordini iniziati il 14 ottobre, a seguito dell’aumento della tariffa della metropolitana. I cortei, iniziati nella capitale Santiago, hanno poi assunto la dimensione nazionale contro le politiche del Governo.

Il presidente ha aggiunto, nel corso del suo discorso di domenica, che “nè gli atti di inusitata violenza nè gli abusi resteranno impuniti”, garantendo adeguata assistenza affinchè “le procure e i tribunali possano indagare e fare giustizia”.

Stando alle cifre ufficiali del Governo, riportate da diverse testate internazionali, in un mese di manifestazione e scontri, ci sono stati 23 morti, 2.391 feriti e sono stati eseguiti dalla polizia 6.300 arresti, in 759 casi a danno di minori. L’Istituto Nacional de Derechos Humanos (Indh) ha presentato 384 azioni legali rispetto a quanto avvenuto durante le dimostrazioni.

Il presidente Pinera è stato criticato da molti per non aver affrontato le accuse a Mario Rozas: il direttore dei Carabineros, la polizia locale, è indicato da vari partiti come il principale responsabile delle violenze perpetrate dalle forze dell’ordine. Il Partido Socialista de Chile (Ps) ne ha chiesto ufficialmente la rimozione in questi giorni.

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