Il Pd si sposta a sinistra, i ‘grillini’ mugugnano mentre spunta Costa per la Campania

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di Stampa Dire, per Direoggi | Edizione del 19 novembre
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ROMA – Il Pd di Nicola Zingaretti punta sulla polarizzazione dello scontro politico contro la destra leghista nei prossimi mesi. E così, di fatto, i Dem diventano più di sinistra. Una mossa che sta mettendo sul chi va là alcuni esponenti di primo piano che, rivendicando un profilo sempre più riformista, daranno battaglia con varie iniziative sul territorio nazionale.

Uno spostamento a sinistra che, tra le voci che si ascoltano nei palazzi della politica, crea malumori anche tra le truppe ‘grilline’ che agiscono in quel campo. Se bisogna costruire una vera alleanza tra Pd e M5S, questo il loro ragionamento, «il Pd dovrebbe ancorarsi più sul terreno del centro-sinistra, altrimenti ci toglie spazio di manovra, ci soffoca».

Per quanto riguarda i rapporti tra alleati, oggi Renzi è tornato a gridare contro chi, anche dentro il Pd, sta ragionando sulla convenienza di andare a elezioni anticipate subito dopo le regionali di fine gennaio in Emilia-Romagna e Calabria. Così facendo, ha detto il leader di Italia Viva, si regalerebbe il Paese a Salvini che nominerebbe un Capo dello Stato sovranista.

In queste ore, per la verità, tra i parlamentari della maggioranza c’è sì fibrillazione per il varo della legge di Bilancio ma non si avverte più il timore di voto anticipato. Lo sguardo è puntato sicuramente al voto in Emilia-Romagna, dove il leader della Lega, fino a ieri incontrastato, in queste ore deve vedersela col movimento delle ‘sardine’ che ormai lo inseguono piazza per piazza.

Sul versante del M5S si è in attesa, a breve, di quanto dirà Beppe Grillo. Il garante supremo, riferiscono, è molto amareggiato da quanto sta accadendo dentro al Movimento dilaniato dalla guerra delle correnti. Il Capo politico, Luigi Di Maio, spiegano alcune fonti, starebbe ragionando sul possibile rilancio dell’alleanza col Pd se non in Emilia-Romagna almeno alle regionali in Campania in primavera. Lì, spiegano, si potrebbe «costruire insieme un accordo candidando Sergio Costa, al momento ministro dell’Ambiente. Potrebbe vincere e così rinsaldare l’alleanza». E il presidente Vincenzo De Luca? «Si potrebbe convincerlo a desistere, magari portando dentro il Governo suo figlio Piero, oggi deputato».

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