Calabria, bimbo autistico privato delle cure dall’Asp, ‘madre coraggio’ scende in piazza

"Come genitori- afferma la mamma del piccolo Matteo- siamo rimasti allibiti perché l'Asp non rispetta neanche un'ordinanza del Tribunale"
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REGGIO CALABRIA – “Angela Villani, che definirla ‘madre coraggio‘ è davvero poco, è dovuta purtroppo scendere in piazza nuovamente perché a tutt’oggi, e malgrado i solenni impegni, la terna dei commissari straordinari che gestiscono l’Asp di Reggio Calabria non ha provveduto a fornire le cure di cui necessita, e ha diritto, il figlio autistico Matteo di sei anni”. Così il garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale.

“Dopo il colloquio e le assicurazioni ricevute lo scorso mese di settembre- ha aggiunto Marziale-  Angela ha dovuto prendere atto che nulla finora si è mosso nonostante l’ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria che aveva imposto all’Asp l’immediato pagamento a sostegno delle cure di Matteo. A questo punto- conclude il garante- se oggi stesso i commissari straordinari non dovessero ottemperare all’ordinanza del Tribunale, invierò tutta la documentazione del caso all’attenzione del presidente della Repubblica”. 

Da un colloquio avvenuto nelle scorse settimane presso la sede dell’Asp di Reggio Calabria, alla madre del piccolo Matteo è stata proposta l’ipotesi di effettuare le cure mediche o in un centro di Lamezia Terme (CZ) o in un centro a Cosenza. Soluzione che secondo la signora Villani, ascoltata dall’agenzia Dire, “provocherebbe un forte disagio al bambino, non solo per la lunghezza del viaggio di sei ore, tra andata e ritorno, ma anche in termini comportamentali poiché Matteo ha un terzo livello di autismo. E poi perderebbe preziose ore di scuola e gli obiettivi prefissati dai neuropsichiatri”. 

“Come genitori- afferma la mamma del piccolo Matteo- siamo rimasti allibiti e mortificati perché l‘Asp non rispetta neanche un’ordinanza del Tribunale“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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