VIDEO | Quartieri di vita, omaggio a Pina Bausch e 12 progetti per animare le periferie campane

De Luca: "Il festival apre a decine di giovani artisti e al pubblico spazi spesso segnati dall'isolamento culturale e sociale"
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NAPOLI – Un omaggio a Pina Bausch, l’icona della danza contemporanea scomparsa dieci anni fa, e 12 progetti internazionali ad animare le periferie della Campania.

Parte il 22 novembre Quartieri di Vita, il festival di formazione e teatro sociale diretto da Ruggero Cappuccio e realizzato, con il sostegno della Regione Campania, dalla fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano.

Quartieri di Vita “investe su attività di formazione e su esperienze di cultura scenica provenienti da diversi osservatori teatrali del territorio – spiega il direttore artistico Ruggero Cappuccio – individuando nella sezione dedicata a Pina Bausch il paradigma virtuoso di un modo di stare al mondo che, partendo dal disagio, può raggiungere altissime forme di poesia. Ed è la fragilità l’essenza di Quartieri di Vita, quella fragilità sociale ed individuale che sa inventare forme di comunicazione potenti per difendersi e condividere”.

Il festival rappresenta per il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca “un baluardo di crescita civile e di partecipazione, un progetto di vita che la nostra amministrazione sostiene per il quarto anno consecutivo, contribuendo al prosieguo di un percorso che apre a decine di giovani artisti e al pubblico spazi spesso segnati dall’isolamento culturale e sociale”.

IL PROGRAMMA

La prima parte del festival (22 novembre – 6 gennaio) è tutta dedicata a Pina Bausch: al Museo Madre sarà presentata la videoinstallazione Ensembles, lavoro composto da videoproiezioni e musica, creato da Ismaël Dia.

A partire dal 20 dicembre, i visitatori della mostra avranno anche l’opportunità di partecipare a mini-workshop aperti a tutti della durata di trenta minuti condotti da Marigia Maggipinto, danzatrice del Tanztheater di Wuppertal.

Sabato 14 e domenica 15 dicembre va in scena, invece, in debutto assoluto al Teatro San Ferdinando di Napoli, Another round for five di Cristiana Morganti, frutto di una residenza artistica che la storica interprete della compagnia di Pina Bausch ha condotto durante la scorsa edizione del Napoli Teatro Festival Italia con cinque artisti di rilievo internazionale provenienti da esperienze professionali eterogenee.

Dal 21 febbraio al 6 marzo vanno in scena i 12 progetti internazionali che compongono la seconda parte di Quartieri di Vita. Gli spettacoli di teatro, danza e musica selezionati sono frutto principalmente del lavoro svolto da realtà artistiche che operano principalmente in aree a rischio.

Gli esiti dei laboratori avranno tra febbraio e marzo il loro momento conclusivo e di confronto con il pubblico in teatri cittadini, ma anche in luoghi inconsueti per il teatro: dal carcere di Secondigliano, al centro giovanile Asterix di San Giovanni a Teduccio, passando per il Palazzo Ducale Orsini di Solofra (Avellino).

“Quando nel corso del Novecento si è provato a sfrondare l’azione drammatica di tutti gli orpelli della tradizione si è visto che una cosa non poteva comunque essere eliminata: lo spazio scenico – sottolinea il presidente della fondazione Campania dei Festival, Alessandro Barbano -. Quartieri di Vita è anche un modo per restituire all’uomo, alla rappresentazione della sua vita, la forza, la forma e il senso dei suoi spazi”.

Tutto il ricavato di Quartieri di Vita sarà devoluto in beneficenza a fondazione Telethon e alla Lega anti vivisezione.

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