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Ostia, Bindi: “Non escludo inchieste su voto di scambio al primo turno”

'Ostia non è stata ancora liberata. E' in una situazione a lungo sottovalutata. C'e' voluta la caparbieta' della Procura per dire che a Ostia c'è la mafia'
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ROMA – “Sarebbe un passo avanti davvero importante, e più importante ancora dell’appello sarebbe il comportamento conseguente delle forze politiche, che dovrebbero impegnarsi non solo a non candidare mafiosi, ma a candidare persone che con quel mondo non hanno nessun tipo di relazione”. La presidente della commissione antimafia Rosy Bindi, intervistata da Repubblica, commenta cosi’ la proposta del ministro dell’interno Marco Minniti che ha invitato i partiti a siglare un patto per rifiutare il voto delle mafie.

“Il denaro e i voti della mafia puzzano. E’ per questo che ormai da anni lavoriamo sul tema delle candidature nelle liste. Il nostro obiettivo era ed è mirato a responsabilizzare tutte le forze politiche e gli elettori, affinché non cadano nella trappola. La mafia ‘silente’ non cerca lo scontro, come ha fatto Riina, che è stato un perdente. La mafia silente trasforma le sue vittime in complici che poi, alla fine, diventano nuovamente vittime”, aggiunge Bindi.

E a proposito di Ostia, dove oggi si vota il ballottaggio per la presidenza del X municipio, spiega: “Ostia non è stata ancora liberata. E’ in una situazione compromessa e a lungo sottovalutata. C’e’ voluta la caparbieta’ della Procura di Roma per affermare che a Ostia c’era la mafia. Non escludo che possano essere avviate inchieste per voto di scambio almeno per quanto riguarda il primo turno. Quel naso rotto era la risposta mafiosa ad una domanda sui comportamenti mafiosi”.

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