A Parigi la Marcia per il clima non rallenta: “Non possono zittirci”

Dopo gli attacchi terroristici saltano alcuni degli eventi della Coalizione per il clima previsti per l'apertura del vertice Onu. "Faremo marce in tutto il mondo, il movimento per la giustizia climatica non rallenta"
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marcia per il climaROMA – “Il governo puo’ proibire le manifestazioni, ma la nostra voce non sara’ silenziata. Anche se questo ci rende difficile proseguire con le iniziative che avevamo organizzato, troveremo un modo affinche’ a Parigi l’appello per la giustizia climatica venga ascoltato, e incoraggiamo tutti, ovunque nel mondo, a unirsi alla Marcia Globale per il Clima e ad alzare la voce piu’ forte che mai. Non c’e’ ne e’ mai stato cosi’ bisogno”. E’ questo l’appello lanciato dalla Coalizione per il clima, un cartello di associazioni, nato in vista dell’appuntamento Onu sui cambiamenti climatici che si terra’ a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre 2015.

Dopo gli attacchi terroristici del 13 novembre, secondo le associazioni “i piani su Parigi devono cambiare, ma il movimento per la giustizia climatica non rallenta. In tutto il mondo marce, dimostrazioni e disobbedienza civile sono in programma per le settimane e i mesi a venire. Insieme, continueremo a ergerci contro la violenza e l’odio con la nostra pace e la nostra determinazione”.

La coalizione lancia, dunque, un appello alle persone in tutto il mondo: “Unitevi alla Marcia Globale per il Clima nella vostra comunita’ per mostrare il sostegno alla giustizia climatica. Per coloro che hanno in programma di venire a Parigi, venite e unitevi a noi, troveremo un modo per agire insieme“.

Piu’ di 2.173 eventi, incluse piu’ di 50 grandi manifestazioni, sono programmate in tutto il mondo come parte della Marcia Globale per il Clima del 28 e 29 novembre. Molti degli eventi gia’ programmati a Parigi per le due settimane della Cop21 stanno andando avanti , incluso il concerto con Thom Yorke, Patti Smith e altri. Gli organizzatori incoraggiano anche gli attivisti ad arrivare a Parigi per i giorni finali della conferenza per essere sicuri che i popoli, non gli inquisitori ne’ i politici, abbiano la parola finale.

di Redattore sociale

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