Alessandro Benetton promuove Renzi: “Sono soddisfatto”

La nuova riforma del lavoro varata dal governo Renzi piace ad Alessandro Benetton: “Sono soddisfatto di questa nuova direzione"
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ROMA – La nuova riforma del lavoro varata dal governo Renzi piace ad Alessandro Benetton: “Sono soddisfatto di questa nuova direzione e in questo momento abbiamo una congiuntura favorevole: i tassi di interesse sono bassi, il petrolio è basso e il dollaro favorevole per il nostro export”, afferma nell’intervista rilasciata alla Dire. Ma adesso, prosegue Benetton, “dobbiamo concentrarci per sfruttare al meglio il momento. Come dicevano gli antichi, ‘Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove condurre la propria nave’. Ecco, è proprio questo il momento che stiamo vivendo”.

Come società ’21 Investimenti’, fa sapere Benetton, “in un periodo massimo dell’esposizione alla grande crisi mondiale, quindi dal 2008, abbiamo mediamente fatto crescere del 50% i fatturati e gli utili delle società partecipate, abbiamo occupato 1.500 persone in più, rispetto a quando siamo entrati in queste aziende, e in qualche maniera abbiamo dato un contributo attraverso l’immaginarci modelli di business diversi. Abbiamo fatto, insomma, quel tipo di innovazione nell’impresa che deve essere continuamente un obiettivo dell’imprenditore e dell’investitore“. Ma il ‘made in Italy’ è ancora un’arma potente per il Paese? “Il ‘made in Italy’ è sicuramente un elemento distintivo molto importante- risponde Alessandro Benetton alla Dire- sul quale possiamo capitalizzare. Io, però, preferisco pensare in maniera più larga, anche più pratica, a tutte quelle altre cose che riusciamo a fare in Italia e che riguardano il gusto, il senso del bello e la capacità di creatività: tutte cose, queste, che dovrebbero essere codificate anche al di là del ‘made in Italy’, piuttosto pensate, ingegnerizzate, disegnate e curate nel nostro Paese. E parlo ovviamente anche di tutte quelle altre cose- conclude l’imprenditore- che siamo capaci di fare e che il mondo ci invidia”.

di Carlotta Di SantoGiornalista professionista

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