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Violenze, abusi e droga in una comunità per disabili psichici agrigentina: due arresti

L'indagine dei carabinieri partita dalla denuncia di una vittima

Pubblicato:19-10-2022 12:13
Ultimo aggiornamento:19-10-2022 12:13

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PALERMO – Spaccio di droga all’interno di una comunità alloggio per disabili psichici di Favara, in provincia di Agrigento. La scoperta è stata fatta dai carabinieri, che hanno eseguito sette misure cautelari su disposizione del gip. I provvedimenti, tra cui due arresti in carcere, sono stati richiesti dalla procura di Agrigento, guidata da Salvatore Vella. In cella sono finiti un 40enne e un 50enne di Agrigento. L’inchiesta, denominata ‘Dark Community’, ha poi portato a un obbligo di dimora ad Agrigento nei confronti di un 24enne agrigentino e di un 47enne palermitano. Divieto di dimora nella provincia agrigentina, invece, per due 40enni: uno di Favara e uno originario della Germania. Il settimo indagato, un 60enne di Favara, ha ricevuto l’obbligo di firma. A portare avanti le indagini sono stati i carabinieri della tenenza di Favara e della compagnia di Agrigento, con il coordinamento di Vella e della sostituta procuratrice Paola Vetro.

INDAGINE NATA DALLA DENUNCIA DI UNA VITTIMA

Gli indagati rifornivano di droga gli ospiti della struttura con problematiche di tossicodipendenza o di natura psichica. Il tutto sarebbe avvenuto “con la compiacenza e in alcuni casi la correità” di responsabili e dipendenti della struttura. L’indagine ha preso il via nel novembre del 2020 dopo diverse segnalazioni, tra cui quella di una donna, ospite della comunità, che aveva denunciato di avere subito minacce e violenze sessuali “come corrispettivo – sostengono dalla procura di Agrigento – nella compravendita degli stupefacenti”. Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno consentito di accertare quella che la procura definisce “una strutturata piazza di spaccio” della droga. Responsabili e dipendenti del centro avrebbero assecondato le richieste di droga da parte dei degenti, consentendo l’ingresso delle sostanze nella comunità e, in alcune occasioni, provvedendo direttamente a reperirla.

“ABUSI E MALTRATTAMENTI SUI PAZIENTI”

Tra i “protagonisti” delle dinamiche di spaccio di droga c’era anche un indagato, già sottoposto a detenzione domiciliare nella comunità. Quest’ultimo, con la complicità di un familiare, ha introdotto una quantità consistente di hashish nella struttura spacciandola poi ad altri degenti. L’inchiesta, come spiega Vella, ha permesso anche di scoprire “numerosi episodi di abusi e maltrattamenti posti in essere da dirigenti e operatori della comunità mediante minacce o vere e proprie aggressioni fisiche in danno dei pazienti ogni qualvolta lamentavano carenze o disservizi”.


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