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Le manager: “Non ci travestiamo da uomini, servono studio e modelli”

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Racconti e confronti tra imprenditrici al workshop di Fondirigenti
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Di Laura Monti

ROMA – “La mia è un’esperienza personale fatta di merito in cui la formazione ha giocato un ruolo importante”. Così Francesca Mariotti, direttrice generale di Confindustria, nel suo intervento al workshop di Fondirigenti tenutosi stamattina a Roma, nella sede di Confindustria, ha portato la sua testimonianza insieme alle storie di altre imprenditrici, manager come lei, donne con ruoli di leadership che hanno raccontato la loro storia.

Dedicare tempo alla formazione– ha aggiunto Mariotti- è quasi un’esperienza di ristoro, in cui obbligatoriamente ci si ferma e così si migliorano anche le performance lavorative”.

Riguardo alle discriminazioni che può subire una donna nel mondo delle imprese, per Mariotti “c’è un aspetto culturale su cui bisogna lavorare molto: abbiamo tratti diversi ma non bisogna dare giudizi di valore e magari confondere sensibilità e gentilezza per debolezza quando sono invece tratti importanti anche nei ruoli di leadership. Non abbiamo bisogno di manager donne travestite da uomini“.

Mariotti ha infine sottolineato l’importanza dei progetti di alternanza scuola- lavoro: “Noi abbiamo un po’ criticato il fatto di aver ridotto il numero di ore dedicato all’alternanza perché sono momenti in cui si possono integrare competenze trasversali”.

Anche per Giuseppina Di Foggia, amministratrice delegata e vicepresidente di Nokia Italia, la formazione è stata fondamentale: “Ho sempre studiato molto- ha detto- e nel mio caso le materie Stem hanno contato tanto. La competenza– ha ribadito- è essenziale per la produttività e per il business“.

Per Barbara Cominelli, CEO di JLL Italia, “per affrontare la questione della diversity l’azienda deve avere un piano operativo con obiettivi e scadenze”, ma le donne “hanno anche bisogno di un incoraggiamento da parte di un mentore perché finché non ci sentiamo pronte al 110%, noi non ci lanciamo. L’ho visto su di me e lo vedo in tante ragazze”. Inoltre “le giovani vogliono aver dei role model. Bisogna dare esempi di donne normali: non devi essere super girl per avere una carriera- ha concluso Cominelli- bisogna studiare e impegnarsi e anche magari avere un po’ di fortuna”.

Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana, ha affermato che per le donne “è possibile crescere per merito, per fortuna, per scelte senza incontrare discriminazioni. Io sono stata promossa mentre ero a casa in seconda maternità”. Sul futuro dell’occupazione femminile “sono ottimista- ha detto Caprioglio- e credo che il network vada sempre fatto anche con gli uomini. Mio padre mi ha dato fiducia e bisogna raccontare agli uomini che dare fiducia è un dovere. Ci vuole tempo- ha concluso- ma credo che tutto questo arriverà naturalmente”.

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