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Calcio, Orsato non si ferma e nemmeno le polemiche: Aia in imbarazzo

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Dopo il discusso arbitraggio di Juventus-Roma Orsato affronterà un weekend da VAR in B e l'1 novembre tornerà in Serie A
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ROMA – Orsato non si ferma. Per una questione politica e un po’ corporativa. Di immagine, soprattutto. L’arbitraggio di Juventus-Roma con infinite polemiche annesse è una pietra dello scandalo che i vertici dell’Aia non vogliono rotoli giù e trasformi un rigore concesso al posto di un gol in una ammissione di colpa. Per cui Orsato non sarà fermato, come usa dopo decisioni particolarmente infelici. Il Corriere della Sera scrive che Orsato “non sarà in campo nel prossimo fine settimana, ma solo per una normale rotazione. Rocchi ritiene che sarebbe devastante punire l’arbitro migliore per una situazione del genere. C’è anzi grande preoccupazione ai vertici dell’Aia, politici e tecnici, per le polemiche che hanno investito la categoria nell’ultimo periodo. Ci sono pochi direttori di gara di alto livello, mancando seconde linee autorevoli, i giovani devono crescere: si avverte il rischio che diventi difficilissimo gestire un campionato così equilibrato, quindi pieno di tensioni e nervosismi. E fare fuori uno come Orsato ridurrebbe ancora di più le possibilità di scelta”. Insomma, l’errore c’è, penuria di arbitri top e quei pochi che ci sono vanno difesi. Orsato affronterà un weekend da VAR in B e l’1 novembre tornerà in Serie A. Ma tutti i quotidiani sportivi si soffermano sulla valutazione del suo operato di domenica sera, e notano che non è stata giudicata completamente negativa.

Il Corriere dello Sport definisce “incredibile” il fatto che Orsato non abbia pesato nemmeno l’invasione di Chiellini al momento del rigore e che il tempo di recupero assegnato sia stato solo di 3 minuti. E che la spiegazione data a Cristante nel tunnel – nel video virale che ha fatto scoppiare il caso – “è peggio del male, perché non sta né in cielo né in terra”. Concludendo così: “Ma d’altro canto, Orsato – che fu beccato a copiare i test regolamentari nel raduno post-pandemia – col regolamento qualche problema ogni tanto ce l’ha”. La questione più grave per l’Aia è appunto quella delle chiacchiere nel tunnel, in un momento in cui gli arbitri stanno cercando molto faticosamente di imporre una linea più comunicativa con l’esterno. Il Messaggero scrive di Associazione italiana arbitri “infastidita quanto la Roma per quella risposta a vanvera. Il vantaggio va sempre concesso, il gioco è da interrompere solo in caso di interventi pericolosi per il giocatore. Anche il quarto uomo Colombo ha detto la stessa cosa a Mourinho. Versione, dunque, concordata”. E ancora: “Secondo il designatore Rocchi l’arbitro esce penalizzato dal match di Torino quanto la Roma. Non avrebbe dovuto giustificare il suo fischio: non è vero che il vantaggio non esiste sul rigore. Così l’Aia perde credibilità proprio per la dichiarazione di un internazionale”.

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