Comunali Roma, Calenda: “Se il Pd non mi ritiene un candidato adatto lo dica”

"Se verrò eletto sindaco smetterò di fare il parlamentare europeo"
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ROMA – “Non sono contrario alle primarie, purche’ sia garantita una partecipazione ampia. Questo non credo che possa essere garantito in un contesto di emergenza sanitaria come quello attuale. E’ il Pd stesso che aveva detto di non volerle per Roma cosi’ come non le vuole per Napoli dove effettivamente non si faranno. Ora invece scopre di non poterne fare a meno”, dichiara Carlo Calenda nel corso di una diretta Facebook. “Credo sia evidente- ha aggiunto Calenda– che le primarie non potranno svolgersi ora. E arrivare fino a marzo dovendomi difendere dagli attacchi del Partito democratico non e’ auspicabile, se il Pd non mi ritiene adatto come candidato sindaco di Roma lo dica”.

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CALENDA: “IL PD D’ACCORDO CON ME SUL LAVORO PESSIMO DELLA RAGGI”

 Nella ricerca di un’alleanza con il Pd, “c‘e’ coerenza perche’ il Pd la pensa come me almeno su Roma: con la Raggi non si possono fare alleanze perche’ durante il suo mandato sono peggiorati tutti gli indicatori. Altro che ‘il vento sta cambiando'”. 

CALENDA: “POTERI SPECIALI, SERVIZI E CULTURA: ECCO NOSTRI CANTIERI”

“A Roma ci muoveremo su tre grandi cantieri istituzionali. In primis, i poteri speciali di cui Roma non puo’ fare a meno e a cascata anche i Municipi hanno troppi pochi poteri per poter svolgere i loro compiti. Il secondo punto sono i cosiddetti servizi di base come decoro, trasporti e sicurezza, con un occhio alle partecipate, in particolare Ama e Atac. Infine, il turismo e la valorizzazione del patrimonio culturale capitolino, ad esempio come creare un grande Louvre della storia romana”. 

CALENDA: “SE VERRÒ ELETTO MI DIMETTERÒ DAL PARLAMENTO UE”

“Se verro’ eletto sindaco smettero’ di fare il parlamentare europeo. Ci sono casi di sindaci rimasti parlamentari europei come Veltroni e Albertini ma non si possono fare due lavori insieme”, ha concluso Calenda.

 

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19 Ottobre 2020
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