Pd, Rosati: “Bene la manovra, ora congresso su tesi per ridefinire gli obiettivi”

Antonio Rosati, membro della direzione nazionale del Partito democratico, saluta con favore il provvedimento del governo giallorosso
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ROMA – E’ una manovra “importante” quella che sta varando il Governo giallo rosso, con “segnali di inversione di tendenza” che “aiutano il clima di fiducia”. Antonio Rosati, membro della direzione nazionale del Partito democratico, saluta con favore il provvedimento, ma chiede “fantasia e coraggio” per risolvere crisi aziendali come quella della Whilrpool. “Bisogna fare la mossa del cavallo”, dice lanciando la proposta di prendere in mano lo stabilimento attraverso Cassa depositi e prestiti. E sul Partito democratico plaude all’idea di un congresso su tesi “per ridefinire le nostre ragioni di essere in un mondo che è cambiato”. 

Ecco l’intervista rilasciata all’agenzia Dire: 

Dalla lotta all’evasione al sostegno alle famiglie, la Manovra di questo governo giallo rosso sta prendendo forma, anche se non senza polemiche all’interno della stessa maggioranza. Come giudica il provvedimento? 

– Nell’insieme credo che sia una Manovra importante, perché dà dei segnali di inversione di tendenza grazie anche al lavoro, che considero importantissimo, del ministro Gualtieri. Si inizia a detassare il costo del lavoro, in particolare la parte che va ai lavoratori dipendenti che in maniera crescente nel 2020 e nel 2021 possono avere maggiori risorse in busta paga. Questo potrà portare un sollievo aumentando così il clima di fiducia e anche i consumi. Non scatta l’aumento dell’Iva e, altra misura che io considero fondamentale, gli aiuti alle giovani coppie. Per la prima volta, poi, c’è un tentativo scientifico di lotta all’evasione fiscale, a partire dalle grandi evasioni. Non c’è dubbio quindi che a mio avviso questa Manovra è un’operazione buona. Si poteva fare di più, certo, ma le risorse per un Paese come l’Italia non sono illimitate e così riusciamo a dare anche una sicurezza ai mercati internazionali, perché per un Paese con un debito pubblico come il nostro il mantenimento di uno spread basso produrrà miliardi di risparmio. Resta un grande nodo, che è quello delle politiche di investimento. In questo caso, però, serve una svolta a livello europeo. 

La discussione avviene in concomitanza con una grossa crisi aziendale, quella della Whirlpool, che rischia di lasciare a casa centinaia di lavoratori. Che ruolo deve avere la politica a suo avviso per scongiurarla? 

Anche in questo senso avverto da parte del Governo segnali di empatia, un approccio serio che rappresenta il tentativo di dire a quei lavoratori ‘non vi lasceremo soli’. Ora è chiaro, però, che oltre alle parole ci vogliono i fatti. E i fatti, a mio avviso, sono mettere in campo azioni coraggiose e radicali, le stesse che sulla schiacchiera vengono definite come ‘la mossa del cavallo’: o si trova rapidamente un imprenditore che salva quel presidio con tutti i lavoratori, oppure perché non pensare a una fase, anche breve, in cui Cassa depositi e prestiti o un altro strumento dello Stato rilevi questo stabilimento mantenendo le tecnologie, le intelligenze e le professionalità per produrre degli elettrodomestici o dei beni che possano soddisfare il mercato. Il tutto, fino a quando non si riuscirà a trovare un gruppo che dia garanzie. Questo, però, presuppone che l’Italia esca da una sensazione perenne di acqua alla gola e cominci a disegnare una politica industriale degna di questo nome. Mi auguro che le prossime settimane e i prossimi mesi si impieghi il tempo per capire che cosa si deve produrre e come. Mi viene in mente una misura che fa discutere: la tassa sulla plastica. Ma a mio avviso è un segnale positivo, perché se vogliamo capire che il mondo è davvero cambiato, dobbiamo essere coraggiosi, e questo vuol dire anche che i consumatori premino coloro che producono vetro invece della plastica. Questo mondo davvero ha bisogno di un’altra idea di sviluppo. 

A proposito di sviluppo, disuguaglianze e lavoro, a che punto è il dibattito all’interno del Partito democratico? Dopo l’uscita di Renzi, il Pd parla finalmente con una voce sola? 

Questo modello di sviluppo non regge più, e non sono solo io a dirlo. L’idea di un congresso a tesi lanciata da Goffredo Bettini e ripresa anche da Nicola Zingaretti penso ci possa aiutare. Non c’è naturalmente la necessità di eleggere un segretario, dunque si tratta di inaugurare una discussione su schemi che possano definire le nostre ragioni di esistere. Che sono certamente antiche e nobili, ma vanno inverate in un mondo che cambia con grande velocità. Quello che è accaduto in questi ultimi vent’anni ci consegna un Paese spaventato, irrequieto, insicuro, in particolare verso i ragazzi e le ragazze. L’Istat ci dice che negli ultimi dieci anni sono andati all’estero un milione di ragazzi. È un numero spaventoso che però ci illumina sul nostro compito. Un congresso che rifletta su questi temi è necessario per ipotizzare una società dove la politica faccia il proprio mestiere, dove riconosca che una società di mercato non può dare quella universalità di possibilità e di condizioni che invece è l’unica grande strada per raggiungere i criteri di uguaglianza dettati dall’articolo 3 della Costituzione. Mi auguro che Zingaretti lo lanci al più presto, perché credo che sarà un viaggio appassionante. È tempo di rialzare la testa.

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19 Ottobre 2019
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