Cagliari, 500 lavoratori del Parco Geominerario in corteo/ VD

"Rischiano di perdere il posto di lavoro, al 31 dicembre non ci saranno garanzie per la loro continuità occupazionale", spiegano dalla Cgil
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CAGLIARI – Nel giorno della grande manifestazione dei sindaci, consiglieri comunali, sindacati e imprenditori del Nord Sardegna, che questa mattina scenderanno a Cagliari in difesa dell’aeroporto di Alghero, un’altra grande protesta stamane scuote i portici del palazzo del Consiglio regionale di via Roma. Circa 500 lavoratori del Parco Geominerario della Sardegna, nel Sulcis, stanno manifestando sotto il Parlamento sardo, e ora una delegazione incontrerà i capigruppo consiliari.


I motivi della rumorosissima protesta, li spiega ai microfoni della DIRE la segretaria regionale di Filcams Cgil Simona Fanzecco: “I lavoratori del Parco rischiano di perdere il posto di lavoro, al 31 dicembre non ci saranno garanzie per la loro continuità occupazionale. Ricordo che sono persone che fanno attività di bonifica e mantenimento delle zone minerarie, un settore che potrebbe essere strategico per lo sviluppo della Sardegna”. Invece, spiega la sindacalista, “continuano a non arrivare risposte da parte della Regione, che vorrebbe inserirli all’interno delle politiche attive per il lavoro, sapendo che questo strumento è abusato e senza prospettive. Chiediamo quindi che il lavoratori possano continuare la loro attività, magari inseriti all’interno di Igea (la società in house della Regione che ha il compito di gestire la messa in sicurezza delle aree minerarie, ndr), che è l’unico soggetto in grado di gestire e riqualificare quei territori”.

di Andrea Piana, giornalista

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