mercoledì 7 Ottobre 2026

La true crime community e i gruppi di suprematisti: spunta la pista più inquietante sull’aggressione alla prof

Le indiscrezioni sulle prime indagini volte a risalire agli ultimi contatti social dello studente romano di 13 anni che ha accoltellato una docente a scuola

ROMA – Dietro all’aggressione della professoressa della scuola di Centocelle l’ombra di una rete internazionale di suprematisti che arruola ragazzini sui social e sulle piattaforme di videogame. Emerge una inquietante possibilità: ad ‘armare’ il 13enne dell’istituto Giovanni Verga di Roma contro la docente di italiano potrebbe essere stato un gruppo di persone legate dall’ideologia suprematista che agisce on line, intercettando ragazzini sempre più giovani di età, in grado di cogliere le loro frustrazioni e alimentarle, fino a trasformarli in autori di stragi, con l’obiettivo di creare disordine sociale.

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LE INDAGINI

Il quadro che emergerebbe dalle prime indagini sull’aggressione del 13 enne alla prof Isabella Marsilio è quello di un vero e proprio “arruolamento on line” per commettere un tentato omicidio in diretta video. Questa, secondo le indiscrezioni riportate sul Corriere della Sera, è una delle ipotesi su cui si stanno concentrando i carabinieri della compagnia Casilina, insieme con i reparti specializzati in informatica dell’Arma, impegnati a risalire all’identità di cinque soggetti -nascosti dietro a nickname– che il minorenne aveva contattato in video chiamata, durante l’aggressione alla prof. La registrazione di ogni passaggio compiuto contro la docente dal ragazzino- primo lo spray urticante sul volto, poi tre fendenti sotto la spalla- potrebbe essere stata conservata dai potenziali spettatori per poi venire diffusa come ‘appetitoso’ materiale da visionare sui canali in rete degli appassionati di true crime.

LA SIGLA TTC, COSA SIGNIFICA

Sul profilo Tik Tok del ragazzino, attualmente chiuso, campeggiava infatti l’acronimo “Ttc” True Crime Community, ovvero una subcultura online deviata che raccoglie persone appassionate di crimini che finiscono per esaltare assassini seriali, autori di stragi o sparatorie di masse tende e, in alcuni casi, anche emularli. E come testimoniato dagli stessi genitori del 13enne, lo stesso da qualche tempo seguiva certi temi e argomenti su youtube e altri canali e luoghi virtuali dove potrebbe essere stato individuato da personaggi di altri Paesi o persino da sistemi informatici IA programmati proprio per selezionare soggetti fragili all’occorrenza. Proprio per seguire questa pista, a casa del giovane sono stati acquisiti i dispositivi informatici, oltre allo smartphone già sequestrato a scuola.

GLI ‘EROI’ DEL 13ENNE, CHI SONO

Le prime analisi sui profili social del 13enne che ha accoltellato la professoressa avrebbero rilevato la presenza di numerosi meme, simboli e contenuti che idolatrano gli autori di stragi nelle scuole e contro i musulmani. Per esempio Brenton Tarrant (autore di stragi in Nuova Zelanda) e Anton Lundin Pettersson,(autore dell’attacco alla scuola svedese di Trollhättan), erano definiti degli “eroi”

CASI ANALOGHI PRECEDENTI

Lo scenario su cui si sta indagando non sarebbe una novità, né così insolito: episodi analoghi sono stati rilevati soprattutto all’estero, come in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, in cui appunto ragazzini hanno tentato episodi criminosi tentando di registrare le loro azioni. Anche in Italia c’è un precedente: l’aggressione avvenuto il 25 marzo scorso, in una scuola nel bergamasco, a Trescore Balneario, dove la docente 57enne Chiara Mocchi è stata accoltellata e gravemente ferita da un suo alunno 13enne e l’intera scena è stata trasmessa su una diretta social.

AL VAGLIO ANCHE IL PROFILO FB DELLA DOCENTE

Infine, sotto la lente degli inquirenti anche il fatto che la 66enne presa di mira sia una simpatizzante di movimenti di estrema destra e di remigrazione, come confermato dal contenuto dei post sul suo profilo Facebook- ora reso inaccessibile- e che potrebbe quindi non essere stata un target casuale.

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