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Il Veneto istituisce l’infermiere di famiglia: è la prima regione a farlo

Lanzarin: "Ruolo prezioso per l'assistenza"

Pubblicato:19-09-2023 14:31
Ultimo aggiornamento:19-09-2023 14:37
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VENEZIA – Il Veneto vara l’infermiere di famiglia. La giunta regionale ha approvato, nella sua seduta di oggi e su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, l’annunciata delibera che istituisce la figura dell’Infermiere di famiglia o comunità. Il Veneto è quindi la prima Regione a dotarsi di questa nuova risorsa professionale. “In questa decisione- dice Lanzarin- ci sono elementi di grande rilievo e innovazione: l’Ifoc, Infermiere di famiglia o comunità, avrà un ruolo prezioso per la gestione dei bisogni di assistenza legati alla cronicità e alla fragilità e si rivolgerà a persone non eleggibili all’assistenza domiciliare integrata o alla gestione in strutture intermedie-residenziali, o setting specialistici o per acuti. Una piccola rivoluzione con cui vogliamo portare l’assistenza infermieristica vicino al cittadino e rafforzare le professionalità del settore infermieristico”. Il provvedimento – è già stato presentato agli Ordini professionali, “trovando un riscontro positivo e condivisione”.

L’attività degli Infermieri di famiglia si rivolgerà alla presa in carico delle cronicità, a pazienti che non aderiscono ai trattamenti, che sono incapaci di autocurarsi, fragili, con età pari o superiore a 65 anni. “Abbiamo anche puntato molto sulla formazione professionale- fa notare Lanzarin- con corsi regionali estremamente approfonditi”. La formazione inizierà con circa 100 infermieri con incarico di funzione organizzativa e dirigenti delle professioni sanitarie, con altri 115 infermieri referenti per la formazione sul campo, con 1.800 infermieri del territorio.

Si prevede un Infermiere di famiglia o comunità “con formazione accademica specifica, circa ogni 15 infermieri orientati all’infermieristica di famiglia o di comunità, formati con un corso specifico regionale”. L’insieme delle competenze che connoteranno gli Ifoc, comporta la possibilità che non solo le esercitino verso il target di assistiti, ma possano anche avere una funzione di referente esperto-team leader per gruppi di infermieri, indirizzando e favorendo l’approccio alla salute e la presa in cura dei casi complessi. Gli Ifoc, dice ancora la Regione, “sono caratterizzati da attività con rilevanti contenuti professionali e specialistici, anche di tipo clinico-assistenziali, diagnostici, riabilitativi, di prevenzione, con funzioni di processo e responsabilità di risultato”. 


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