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https://youtu.be/jC2J_TJWzhw
MODENA – “Noi nasciamo tutti uguali per dignita’ e lavoro, ma diseguali in termini di potenzialita’ fisiche, intellettive e situazione socio-economica. Ma un conto e’ se l’intervento dell’umano su questo e’ per riparare, altro e’ suggerire la possibilita’ di superare i propri limiti. Il problema e’ quando si passa dal riparare al migliorare, perche’ da equita’ e eguaglianza si creano ingiustizia e disparita’“. La filosofa Michela Marzano ha spiegato all’agenzia Dire, al termine della sua conferenza stampa, la differenza tra le disparita’ date dalla natura e quelle che possiamo contribuire a costruire con la cultura. La sua lezione a Sassuolo e’ stata appunto incentrata sui rischi di questa “cultura della perfezione” che viene declinata come ‘Ideologia del potenziamento umano’.
“Il potenziamento medico nato per riparare i corpi (ad esempio con arti artificiali) e’ diventato un obbligo al miglioramento- ha detto la filosofa- e abbiamo il paradosso per cui combattiamo il ‘body shaming’ da un lato, ma poi abbiamo la cultura dello ‘human enhancement’, del potenziamento, della perfezione e dell’onnipotenza medica. Chi l’ha detto- come sostengono i transumanisti- che il miglioramento sia un desiderio comune?”. Diverso e’ il caso dell’atleta Pistorius, che la filosofa ha trattato nella sua lezione, che “amputato con arti di carbonio- per riparare il suo limite di natura- e’ diventato addirittura un riferimento anche per i normodotati“.
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